Eleonora Ghilardi: materiali antichi per gioielli contemporanei

I gioielli sono parte integrante del look di ogni donna: sanno donarle fascino e mistero, lucentezza, preziosità. Sanno anche tirarne fuori alcune parti del carattere altrimenti nascoste e segrete: sanno mostrare al mondo il suo amore per i materiali e le forme, per i colori tenui o le linee più ardite.

Un gioiello racconta di noi più di quanto possiamo immaginare e, allo stesso tempo, narra la storia e le ispirazioni di chi l’ha creato.

I gioielli di Eleonora Ghilardi raccontano molto della loro creatrice ad esempio: rendono palese il suo amore per la porcellana ma anche per la sperimentazione; esprimono la sua curiosità alla continua ricerca di ispirazioni provenienti da luoghi lontani, come le Hawaii, ma raccontano anche la sensibilità di una designer attenta ad ogni più piccolo dettaglio.

Eleonora Ghilardi: studio, sperimentazione e passione danno vita al brand EG Eleonora Ghilardi Ceramics & Jewels

Il percorso professionale ed artistico di Eleonora inizia nel 1987, prevalentemente nel campo della scultura e della pittura dove muove i primi passi alternandoli allo studio di varie tecniche artistiche applicate a vari materiali come vetro, stoffa, argilla, ceramica raku.

Assecondando la sua indole curiosa, l’artista inizia a seguire una serie di workshop nel settore del vetro, specializzandosi nella lavorazione “a lume” e della resina.

Da lì la voglia di sperimentare cresce ancora di più anche se, come confida la stessa Eleonora, la svolta fondamentale è avvenuta con la frequentazione di vari corsi inerenti la lavorazione della porcellana, un materiale nobile a tutti gli effetti tanto da essere definito in passato “oro bianco” e che le inizia a utilizzare con tecniche personali già dal 2005.

Pian piano, con lo studio e l’esperienza, si aggiungono al lavoro di Eleonora altre importanti lavorazioni, come quella del bronzo e dell’argento con la tecnica della microfusione a cera persa, ma anche la sperimentazione di connubi particolari come cemento e resina, protagonisti delle creazioni più recenti.

Nel 2012 la designer decide così di fondare il brand EG Eleonora Ghilardi Ceramics & Jewels dove le parole chiave della sua arte diventano Sperimentazione, innovazione, Ricerca nel design.

Le sue creazioni sono varie e tutte bellissime e spaziano dal complemento di arredo, alle installazioni, dalle sculture a tutto quello che riguarda l’home decor, fino alle collezioni di gioielli, tutte sempre rappresentate da un concept.

 

Eleonora Ghilardi: gioielli scultura ispirati alla natura e a posti lontani

I gioielli realizzati da Eleonora Ghilardi sono davvero particolari e ciascuno di essi racconta un luogo lontano o un elemento della natura attraverso forme e materiali unici.

C’è ad esempio la linea OCEANIA – TASMAN SEA che racconta di mondi lontani attraverso frammenti di conchiglie restituiti dal Mare di Tasmania che trovano nuova vita in abbracci di bronzo rosso o dorato che mettono in risalto i loro colori.

C’è la linea SWEETIE dedicata ai classici bon bon colorati con cuore di cioccolato che conosciamo ed apprezziamo sin da bambini, trasformati in una colorata e giocosa capsule collection.

Oppure c’è la meravigliosa HAWAII che comprende quattro linee principali dedicate alle quattro isole delle Hawaii visitate durante un viaggio dell’artista, ovvero Big Island, Maui e Mahalo.

Incuriosita dai suoi gioielli e dalla loro particolarità, ho voluto chiedere ad Eleonora di raccontarsi e raccontarmi le sue creazioni.

ELEONORA GHILARDI cosa offre di unico?

Ho sempre amato i mix di materiali, rappresentano una sfida. Amo i gioielli unici…e mi intriga che una persona sia l’unica ad indossare una determinata creazione. Inoltre non riesco a soffermarmi ad un unico materiale, neppure nel caso della porcellana che modello ed amo da anni. Infatti la mia voglia di sperimentazione mi ha portata recentemente a frequentare una scuola orafa ed ora creo molto con la tecnica della fusione a cera persa realizzando gioielli soprattutto in bronzo, ma sono già in fase di progettazione creando connubi bronzo-porcellana ed altri materiali. Una linea recente che ha riscosso successo, per esempio, è “Tasman Sea” realizzata con il bio-cemento utilizzato per la costruzione del padiglione Italia ad expo 2015, resina, frammenti di conchiglie provenienti dalla nuova Zelanda e coralli. Certamente i miei viaggi hanno contributo a tutto ciò. Pertanto quello che sicuramente offro è passione, studio e sperimentazione, creazioni assolutamente uniche

Qual è il principio cui si ispira?

Quasi ogni collezione nasce da un viaggio…quando visito luoghi nuovi assorbo il più  possibile ciò che vedo, i paesaggi, le usanze, i colori, le forme….Sakura, una mia nuova collezione ispirata ai petali dei ciliegi giapponesi è finora l’unica linea che ha anticipato in realtà un mio viaggio, in quanto in Giappone andrò a breve. Ma subendo da sempre il suo fascino, mi sono documentata con foto e ricerche per definire la creazione della linea. Una collezione che è stata pure molto affascinante da realizzare è “Landscapes”, porcellana modellata a mano con inseriti di colore che richiamano i paesaggi dei parchi visitati negli Usa, oppure la collezione “Hawaiian Waves”, realizzata in policarbonato e porcellana, ispirata dalle maestose onde delle Hawaii.

Qual è il suo pubblico?

Da anni espongo a mostre ed eventi in varie location ed ho creato una cerchia di clienti “fedelissimi”, che seguono con interesse il mio lavoro, la mia crescita professionale. Sicuramente è importante porsi in modo naturale, non forzato, necessita attenzione per gli altri, voglia di ascoltarli e creare rapporti di fiducia…tutto questo porterà anche la persona a fidarsi del tuo gusto quando consigli un gioiello. I miei clienti appartengono a tutte le fasce di età. Proprio recentemente un bellissimo complimento mi è stato fatto da una ragazza molto giovane che dopo aver indossato ed acquistato un mio anello mi ha detto: “grazie Eleonora, sono felice. Il tuo anello mi ha illuminato la giornata”. Sono sicuramente soddisfazioni.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Solitamente chi cerca prodotti realizzati da grossi brand raramente fa parte della mia  clientela. Ma si sta creando una cerchia nutrita di persone attente, anticonformiste, che non vogliono seguire la “massa” fortunatamente, e che cercano appunto creazioni particolari, uniche, artistiche. Il costo è importante naturalmente, ma questa tipologia di clientela preferisce eventualmente acquistare meno, ma con elevato criterio ed attenzione alla particolarità ed alla cura che traspare dalla creazione.

Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

E’ purtroppo capitato piuttosto recentemente che abbiano cercato di copiare delle mie collezioni. Il caso più eclatante è quello di un “brand” che ha cercato di appropriarsi della mia idea di creare gioielli in ceramica e licheni, idea che io utilizzo fin dal 2012. Hanno solo cambiato la tipologia di ceramica (io utilizzo porcellana), ma il concetto era il medesimo ed anche alcune forme ricordavano le mie.  Reputo che personaggi di questo tipo avranno comunque durata breve. La soddisfazione è avere feedback positivi dalla gente che, quando vede le mie collezioni realizzate con quella determinata idea, immediatamente le riconoscono e commentano spiegandomi dove le hanno viste esposte. In questi casi è anche importante avere uno storico, fornito dalle pubblicazioni dei social, sito, cataloghi di mostre importanti etc.  In ogni caso penso che chi lavora con passione, si rinnova, ma mantiene un filo conduttore fra le varie collezioni (per esempio, io ho proposto delle forme ora in bronzo che anni fa creavo in porcellana), avrà sempre immediata riconoscibilità. Certamente maggiore etica professionale da parte di certi “colleghi”  sarebbe gradita.

Come ritagliarsi un proprio spazio?

Non è facile. Sicuramente se si vuole iniziare a collaborare con stores, gallerie, etc. E’ necessario esporre a fiere del settore. Anche eventi di vario tipo possono essere utili. Comunque a parte l’approccio diretto, sicuramente i social negli ultimi anni hanno giocato un ruolo importante. Ho ricevuto per esempio ordini anche da persone che hanno conosciuto il mio lavoro tramite Facebook o Instagram. Un buon sito, agile e di facile consultazione, è pure indispensabile.

C’è ancora spazio per l’artigianalità in questo settore?

Sono fiduciosa. I materiali che io utilizzo, porcellana ed ora bronzo, sono decisamente adatti ad un lavoro artigianale. La porcellana con il suo candore mi incanta tutt’ora. Nel mondo ceramico, con il gres, è senz’altro la più difficoltosa come tipo di lavorazione….ma ripaga con eleganza, leggerezza e robustezza…caratteristiche che sono la sua peculiarità.  Il bronzo è da sempre radicato nel mio modo di “pensare” il gioiello…ho sempre amato anche il rame, pertanto era inevitabile che, approcciandomi alla fusione a cera persa, più che all’argento riservassi un posto speciale al bronzo, soprattutto rosso. Del bronzo mi affascina il suo interagire con la persona che lo indossa…infatti, indossandolo spesso, il bronzo si lucida maggiormente ed acquista sfumature spesso “personali” in base alla tipologia della pelle della persona. Questi due materiali che tanto amo, bronzo e porcellana, presto verranno “uniti” in nuove collezioni. Comunque sono affascinata anche da altri materiali…difficile dire francamente cosa non mi attrae…ho sempre amato anche il vetro, il plexi, il cemento, ma anche il legno, la sabbia, frammenti della natura restituiti dalla stessa, come conchiglie, vetri e legni lavorati dal mare…io credo che tutto ciò che la natura ci propone non può non destare stupore e fascinazione.

Cosa pensa del sistema moda italia che comprende anche l’ambito in cui opera un produttore di gioielli e alta bigiotteria?

A volte la situazione è piuttosto confusa. Gioielli “classici”, alta bigiotteria, gioiello contemporaneo, gioiello fashion…ci sono varie catalogazioni e non è semplice spesso capire quale potrebbe essere la giusta collocazione per le proprie creazioni. Nel mio caso non si tratta di alta bigiotteria, sicuramente le mie linee sono più collegate al gioiello contemporaneo o artistico, ove e’ costante la sperimentazione dei vari materiali.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

che mi ha sempre affascinata. Ma quando creo i miei gioielli, francamente vado “a briglia sciolta”. Ho dei punti fissi in alcune mie collezioni che credo non passeranno peraltro mai di moda e sono certe linee gotiche, colori scuri. Mi intriga che una persona che indossa un mio gioiello sia comunque talmente sicura della propria personalità che una moda possa in realtà crearla.

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

L’originalità odiernamente può essere notata soprattutto nel connubio dei vari materiali…per esempio, la mia già citata collezione “Secret Garden” in porcellana e licheni ha subito incuriosito per l’insolito abbinamento, mai visto prima, e a distanza di anni moltissimi mi identificano con quella linea. I richiami al passato, a certe forme, sono interessanti se non si parla naturalmente di copiature fini a se stesse, ma a citazioni eventualmente…per esempio, amo molto il design degli anni ’70 e l’arte cinetica, ed alcuni anni fa ho realizzato degli anelli in porcellana cinetici (modelli che peraltro a breve proporrò realizzati in bronzo). Con intelligenza e creatività credo sia possibile proporre creazioni innovative.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

I grossi brand sicuramente hanno tutti gli strumenti per annientare le piccole produzioni. Bisogna educare la gente. Gli eventi e le fiere sono importanti anche per quello, come pure i social…molte persone sono ormai assuefatte a prodotti seriali e stampati. E’ anche compito dell’artista, artigiano, designer far capire il proprio lavoro…con passione, con spiegazioni, accentuando l’orgoglio del vero Made in Italy. Sicuramente sarebbe interessante essere aiutati in questo anche da enti, dai media e da tutte le persone che hanno influenza in questo campo (giornalisti, blogger, critici…)  per “sdoganare” maggiormente la creazione realizzata interamente in modo artistico/artigianale.

Il comparto accessori moda Made in Italy ha ancora un valore nei confronti degli altri paesi o la concorrenza, ad esempio dei paesi orientali, si fa sentire?

Alle fiere c’è un certo interesse verso le creazioni italiane, soprattutto da parte dei paesi orientali. Il Made in Italy è ancora considerato. Però purtroppo noto una notevole titubanza ad investire nei nostri prodotti. Sostanzialmente i prodotti italiani sono apprezzati ed ammirati, ma non è semplice creare un contatto fattivo con altre nazioni. Sarebbe interessante avere possibilità di incontri, organizzati magari dalle camere di commercio, con buyers internazionali, in modo da supportare maggiormente le piccole realtà produttive.

Aneddoti da raccontare?

Aneddoti vari sono soprattutto legati ai miei viaggi…da cui poi derivano spesso le idee per le mie collezioni. Un aneddoto simpatico è quello che riguarda il mio “incontro” con la lava che e’ stata inserita in alcuni miei gioielli…è avvenuto a Big Island, nelle Hawaii…dopo un trekking di due ore siamo giunti proprio a poca distanza dalla lava incandescente, uno spettacolo unico e favoloso che mi ha subito conquistata e dato l’idea di inserire piccoli frammenti di lava nei miei gioielli. Nella porcellana la lava e’ stata addirittura “fusa nuovamente” in quanto a 1200° ritorna al suo stato liquido originale, e la porcellana deve essere cotta a 1240°. Dal viaggio in Islanda deriva invece l’idea per i “secret garden”…dopo aver visto muschi e licheni farsi strada fra le pietre laviche ho subito immaginato quei “morbidi cuscini” inseriti e protetti in piccoli scrigni di porcellana.

E per il futuro? Dove sarà Eleonora Ghilardi?

Sono molto ancorata al presente. E quello che voglio è migliorare ed ampliare le mie collezioni. Vorrei lavorare maggiormente con altre nazioni, sicuramente. Mi vedo comunque al mio banco orafo…dove lavoro con dedizione ed anche impegno fisico…mi vedo a modellare porcellana e stupirmi ancora quando aprirò  la porta del forno e vedrò le mie creazioni finite…, ma mi vedo anche a sperimentare sempre di più con i materiali che mi affascineranno al momento…ho creato la linea in bio-cemento, resina ed altri materiali recentemente…sono sempre aperta a conoscere e interpretare ogni materiale fondamentalmente…pertanto vedo questo nel mio futuro.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Studiare nei campi specifici sicuramente aiuta. Personalmente ho avuto un percorso molto “fluido”, ho frequentato workshop inerenti varie tecniche…e tutto questo ha poi creato il mix di sperimentazioni attuali. Avere poi molta umiltà. Ma soprattutto…viaggiare ! Conoscere il mondo, la natura di altri luoghi, le persone, apre la mente ed innesca un processo creativo che non si fermerà mai. Leggere, visitare mostre, sono un ulteriore arricchimento personale che potrebbe portare ispirazioni varie. Investire in eventi mirati. Ed imparare ad interagire con le persone spiegando con passione il proprio lavoro. L’acquisto e la comprensione di una creazione sono emozionali, se l’artista trasmette la sua sincera passione per ciò che crea, la persona lo recepirà e facilmente si creerà un ottimo rapporto di fiducia. E naturalmente rispettare il lavoro dei colleghi, l’etica professionale non deve essere un concetto astratto, ma deve essere applicata, pertanto estrema serietà nella propria produzione, senza interferire con quella di altri colleghi.

Scrivi un commento

il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico. I campi obbligatori sono contrassegnati *