Stile anni ’80: tornano di moda i trend della mia adolescenza

Gli anni ’80 rientrano a pieno titolo tra i decenni più amati e controversi, anni di miti e di ricordi, soprattutto per chi è nato in quel periodo o lo ha attraversato già grandicello.

Che si stia vivendo un revival di questo fantastico decennio me lo ricorda ogni volta la ascolto la canzone «Da sola in the night» di Takagi e Ketra, interpretata da Elisa e Tommaso Paradiso (adoro entrambi). Il video è stupendo e il ritmo è proprio degli anni dei mitici Festivalbar!

Anni in cui non esisteva ancora internet come lo conosciamo oggi, né google o tanto meno gli smartphone; anni in cui c’era ancora la Lira e i bambini giocavano per strada con il pallone anziché stare attaccati alla playstation.

Anni semplici dal punto di vista dei ricordi più belli, della musica, dei telefilm e dei personaggi che li hanno attraversati; meno dal punto di vista economico e politico: sono stati anni ricchi di eventi storici – uno su tutti la caduta del Muro di Berlino che ha segnato la fine della Guerra Fredda – di problematiche internazionali, di conflitti.

Sono gli anni dei paninari, dei punk, dei rockabilly, dei metallari,m gruppi giovani che girano per le strade della città, soprattutto a Milano e rappresentano le sub-culture dalle quali la moda attinge ispirazione, il cosiddetto bubble-up.

Dal punto di vista della moda però, sono stati anni decisivi che hanno segnato un’epoca, visto lanciare personaggi e mode, tornate attuali proprio quest’anno: è questo il decennio in cui sboccia la figura di Giorgio Armani e del suo innovativo greige,  un inedito mix di grigio e beige che diventerà il suo colore simbolo e conquisterà milioni di donne in tutto il mondo.

Nei primi anni ’80 Giorgio Armani fu tra i personaggi che più contribuì al successo del Made in Italy nel mondo: in questo decennio furono ben 2 gli eventi storici che segnarono la carriera del grande stilista e la crescita della moda italiana a livello internazionale. Il primo fu la sfilata evento tenutasi a Tokyo nel 1981, la seconda a Mosca nel 1987.

La moda anni ’80 si divide tra i look eccessivi e sfarzosi, illuminati da colori pop, e lo stile androgino dei primi tailleur da donna in carriera lanciati proprio in quegli anni. Pensiamo a Versace e a tutto il fenomeno delle Top Model!

Lo stile degli anni ’80 però viene ricordato soprattutto per l’ostentata sicurezza con cui viene indossato, per lo sfarzo e il lusso di molte mise, per la voglia di stupire a tutti i costi: è negli anni ’80 che vengono lanciati alcuni dei capi best seller che ancora oggi ritroviamo nelle collezioni degli stilisti di tutto il mondo e che noi tutte indossiamo.

Parliamo dei celebri leggings, che all’epoca si chiamavano fuseaux, dei jeans a vita alta, dei blazer dalle spalle importanti. Ma non solo: in questo decennio così ricco di stili e mode trovano posto molti altri capi di abbigliamento e accessori ancora oggi in voga.

Basti pensare proprio ai leggings, che negli anni ’80 si portavano rigorosamente in colori fluo o stampe animalier; ma anche alle gonne a balze, spesso in tulle, tornate di moda già da un po’, delle t-shirt bianche e stampate dalla linea oversize.

I punti di riferimento, a livello di stile, in questi anni erano proprio le grandi icone musicali come David Bowie, con i suoi look eccentrici, Madonna, con i suoi outfit tutti pizzo e pelle e le collane di croci, Cindy Lauper con le sue tutine e i capelli multicolor.

Era il periodo delle enormi cinture in pelle stile fusciacca, degli orecchini a cerchio abbinati a cascate di perle al collo e ai polsi, dei celebri Ray-Ban di Tom Cruise in Top Gun, delle pochette con catenella da portare a spalla o delle borse alla postina.

Le stampe sono grandi protagoniste, con mix super colorati e a volte anche eccessivi, simbolo di una rivoluzione stilistica e culturale in atto.

Un decennio dunque ricchissimo di spunti che, proprio quest’anno, torna a rivivere prepotentemente, giocando molto sull’intramontabile concetto dei corsi e ricorsi storici della moda.

Nelle sfilate dedicate alla moda del 2019 infatti, moltissimi stilisti hanno portato in passerella capi e accessori chiaramente ispirati allo stile anni ’80, sia ispirandosi alle icone trasgressive di quegli anni, puntando su mini in pizzo, collant bucati, colori fluo e fantasie animalier, fuseaux e maxi gioielli in abbondanza, ma anche vestendo la donna in carriera contemporanea con tailleur basic dalle spalle importanti.

Le cosiddette spalline bold, ovvero dalle linee evidenziate ed importanti che ridisegnano la silhuette, rivivono nelle collezioni di Marc Jacobs, Christopher Kane, Chanel e Balenciaga, ma anche da Balmain dove convivono con bagliori siderali e tessuti in vinile e pvc.

I tessuti a rete rivivono nelle sfilate di Dior, Louis Vuitton e Salvatore Ferragamo, mentre l’animalier spopola sulle passerelle di Philosophy, Saint Laurent, Cavalli e Giambattista Valli. Tom Ford invece punta sulla variante con stampa rettile.

E ancora, tanto vinile, in puro anni ’80, nelle collezioni di N.21 e Max Mara e frange abbinate a colori accecanti come avvistati nella sfilata di Prada che riporta in auge anche l’idea della doppia borsa declinandola in colori fluo, in puro stile eighties.

I tailleur anni ‘80 si accendono grazie a colori vitaminici, ma restano d’ispirazione maschile. Da Boss a Escada da Emporio Armani a Gucci e Roksanda, il tailleur da donna in carriera resta un must del 2019: il tocco in più?  La cinturina sottile che sottolinea il punto vista come fa Alexander Wang.

 

 

Scrivi un commento

il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico. I campi obbligatori sono contrassegnati *