Roberto Festa: le calzature Made in Italy raffinate ed eleganti

La bellezza del nostro amato Made in Italy risiede senza dubbio non solo nella creatività dei designer, ma anche nella varietà di prodotti moda che lo costituiscono.

Abiti, borse, ma anche bijoux e soprattutto calzature: l’eccellenza artigianale italiana ha tante sfaccettature e tutte sorprendenti.

Nel settore calzaturiero, ad esempio, i creativi italiani sono spesso e volentieri fautori di uno stile contemporaneo, affascinante, ma soprattutto in grado di mixare in modo perfetto creatività, stile e altissima qualità nella ricerca di pellami e materiali in genere, così come nella lavorazione e nei dettagli delle varie tipologie di scarpe.

Uno dei suoi esponenti è proprio Roberto Festa: designer dall’anima creativa particolarmente feconda, porta avanti il suo brand divenuto ormai sinonimo di uno stile raffinato, elegante e ricercato sia dal punto di vista dei materiali che delle linee e dei colori.

In più le sue calzature, oltre che belle, perseguono l’eccellenza artigianale italiana tanto da affidarsi solo ai maestri artigiani del nostro Paese più creativi e preparati.

Roberto Festa: una tradizione familiare trasformata in passione e in professione di successo

Fondata nel 2008, la griffe di Roberto Festa ha avuto fin da subito un grande successo: presentata al grande pubblico prima a Milano e poi a Parigi in occasione dell’uscita della prima Collezione Primavera Estate 2009, ha da subito conquistato il mondo della moda.

Quella di Roberto Festa è una passione che nasce da una tradizione familiare di produttori calzaturieri che opera nel settore sin dal dopoguerra e che si tramanda di padre in figlio. A soli vent’anni Roberto frequenta scuole di design e matura esperienze lavorative nei comparti del lusso calzaturiero italiano fino a realizzare e progettare una propria linea originale.

Un percorso che lo conduce a dar vita a scarpe che fanno innamorare le donne che le indossano: bellissime nelle linee, nella ricercatezza dei materiali, nei dettagli.

Roberto Festa: collezioni glamour per una donna dall’eleganza contemporanea

Ogni collezione ha un suo leit motiv che la rende chic e glamour, ma al tempo stesso portabile in diverse occasioni e indossabile con look anche differenti tra loro, dal più casual al più elegante.

La collezione dedicata alla primavera/estate 2018, ad esempio, è ispirata all’arte Neoclassica, alle sue forme pure ed essenziali mixate con originalità ad elementi naturali. Le calzature sono immaginate come decorazioni: i modelli con fibbie di cristallo, ispirate ai mosaici, adornano i piedi come fiori.

Fiocchi di seta stampata sottolineano la caviglia mentre nastri dai toni pastello si intrecciano sulle gambe come edera mentre foglie di alloro, tagliate a laser, creano sandali ultraleggeri.
Elementi neoclassici che, reinterpretati con gusto e tecnica moderna nelle calzature Roberto Festa, impreziosiscono con disinvoltura la donna contemporanea.

L’azienda oggi conta circa 150 dipendenti  tra ufficio stile, amministrativo e manifatturiero con una produzione di circa 200.000 paia di scarpe annue e con una crescita di fatturato costante negli ultimi 4 anni. Le creazioni sono presenti negli store e presso i gruppi più prestigiosi del mondo nei cinque continenti e in oltre 50 paesi.

Ho dunque voluto chiedere a Roberto Festa il segreto del suo successo.

Cosa pensa del sistema moda Italia?

Penso che il sistema moda Italia abbia la responsabilità di sostenere maggiormente tutti i brand “made in Italy”.

L’Italia quindi le firme italiane hanno ancora un peso a livello internazionale?

Purtroppo sono poche le firme Italiane che hanno ancora un peso a livello internazionale e molte di queste fanno parte di moda esteri.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

Certo! La moda osserva e traduce ciò che accade nel mondo creando tendenze.

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

Anche il mix and match può essere “originale” se lo si traduce in maniera contemporanea, un richiamo al passato che possa far riflettere sul futuro della moda e della società.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

La creatività va sostenuta, se le logiche di business possono aiutare a preservarla ben venga.

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret a porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibile di scelta?

Assolutamente si. L’haute couture è e rimarrà sempre l’imput da tradurre nel prêt-à-porter.

E l’artigianalità?

L’artigianalità sta scomparendo.

Come ritagliarsi un proprio spazio? Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

L’unico fattore di diversificazione e unicità è la propria creatività  e usarla con i mezzi di cui si dispone.

Quale è il suo target?

Credo chiunque possa indossare le mie creazioni, avere un target è limitante e poco contemporaneo.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

I consumatori oggi vogliono tutto e niente.

E per il futuro? Dove sarà il suo brand?

Il mio obiettivo è incrementare “la presenza” e visibilità del mio brand nel mondo online.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Imparate il mestiere, a volte  disegnare non basta!

 

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