LE DIVISE SONO FUORI MODA! – BUSINESS À PORTER: PUNTATA N. 5

Di quanto la sua immagine esteriore abbia pesato nel conquistarsi la fiducia e il rispetto dei dipendenti della sua azienda.

Nella predicente pillola vi ho raccontato la storia di Lisa.

La sua storia mi permette di approfondire un altro argomento legato al mondo della Consulenza di Immagine, il Dress Code.

Ormai viviamo in un mondo dove sono cadute molte barriere. Si sono superati molti stereotipi in tema di abbigliamento.

Settori fino a ieri molto ingessati, come le banche o le assicurazioni, hanno derogato alle loro rigide policy sul dress code.

In generale c’è molta più attenzione e rispetto verso la libertà di espressione dell’individuo.

Forse in alcuni ambienti si è arrivati all’eccesso opposto.

Esempio donna in banca.

Come sempre VIRTUS IN MEDIO STAT dicevano i latini.

Personalmente sono contro alle DIVISE di ogni genere. La divisa mi ha pensare subito a qualcosa di imposto.

Io invece sono per la democrazia dello stile.

Lo stereotipo del triste tailleur- blu o grigio – continuerà a vivere finché ci sono persone che pensano che in azienda si debba andare vestiti solo e soltanto così.

I famosi ‘colletti bianchi’ ci fanno pensare a un determinato contesto professionale, ma quanti tipi di colletti da uomo ci sono?

Posso esprimere il mio ambito di appartenenza e allo stesso tempo manifestare la mia libertà scegliendo la camicia/colletto più in linea con i miei gusti, oltre che giusta per la mia fisicità.

E’ corretto, come nel caso della nostra Lisa, decidere di curare il proprio aspetto per essere più ‘compliant’ con il proprio ambito lavorativo. E’ anche una forma di rispetto nei confronti degli altri perché si deve anche tener conto di ciò che gli altri si aspettano da noi.

Tuttavia non dobbiamo snaturarci. Perché se vestiamo dei panni che non ci appartengono è come se indossassimo una maschera, è come se stessimo recitando una parte e chi è di fronte a noi percepisce che la finzione.

Pensate ai giovani che entrano nelle agenzie immobiliari. Quando li vedete li riconoscete subito.

In fondo stanno indossando una divisa, che sì ha lo scopo di renderli credibili, ma allo stesso tempo si avverte una forzatura. Probabilmente qualcuno di loro venderebbe più case se indossasse un jeans e una giacca sportiva.

Il Dress Code resta un tema importante perché in alcune occasioni ufficiali il cerimoniale è d’obbligo.

Nella vita di tutti i giorni invece ritengo sia un concetto superato se lo associamo a delle regole di abbigliamento.

Il Dress Code deve innanzitutto riferirsi al buon gusto e al buon senso. Deve attingere alla sensibilità di ciascun individuo di comprendere le situazioni in cui viene richiesta una maggiore cura dell’immagine.

Le divise sono fuori moda.

Il lavoro di un Consulente di Immagine non è trovare la tua divisa aziendale, ma coniugare i principi del Dress Code con lo stile personale per identificare il tuo UNICO business style, coerente con chi sei tu e con il contesto in cui operi.

Tutto questo porta inevitabilmente a dare consistenza anche al nostro stile di comunicazione, verbale e non verbale.

| Filed under Style & Comm. | Tags:

Scrivi un commento

il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico. I campi obbligatori sono contrassegnati *