Business-à-Porter: quando nasce la Consulenza di Immagine – puntata n. 1

Ultimamente si sente parlare spesso della figura del Consulente di Immagine.

Se ne legge sul web, sui giornali, ci sono anche delle trasmissioni televisive famose che promuovono questo ambito professionale che per l’Italia è ancora poco noto ai più.

In realtà la Consulenza di Immagine arriva da lontano.

Nella Hollywood degli anni ’30 esistevano già figure di questo tipo che aiutavano le produzioni cinematografiche a ‘dare un’immagine’ alle dive di allora. Pensiamo a Greta Garbo, Marlene Dietrich, Rita Hayworth.

All’epoca l’obiettivo era ‘trasformare’ la persona per adeguarla alle esigenze di copione, la diva doveva incarnare esattamente il personaggio che le era stato cucito addosso.

Negli poi il ruolo del Consulente di Immagine si è evoluto e la vera svolta, il momento in cui questa professione ha acquisito una sua identità e riconoscibilità, c’è stata nel 1975 quando fu pubblicato il libro ‘Dress for Success’ di John T. Molloy.

Parlo di svolta perché in questi anni in cui l’individuo è tornato al centro dell’attenzione, la Consulenza di Immagine ha cambiato fisionomia esprimendo ciò che dovrebbe essere il suo vero DNA: non trasformare le persone in qualcos’altro, ma valorizzarle per quel che sono.

Se ci pensiamo bene è questa la vera differenza rispetto alla figura del Fashion Stylist.

Il Fashion Stylist viene chiamato per ‘vestire’ delle modelle in funzione di un servizio fotografico, un video, una sfilata.

Non si parte dalla persona, ma anzi la persona diventa strumento funzionale al raggiungimento di un obiettivo che può essere presentare la nuova collezione di un brand di moda.

Se la Consulenza di Immagine serve a mettere in luce le caratteristiche naturali dell’individuo, colori e fisicità, spesso nella moda avviene esattamente il contrario e accade di vedere una modella dalla stagionalità autunnale, quindi ‘calda’, indossare abiti che invece starebbero bene a una donna ‘fredda’.

Ed ecco che mi sono addentrata in un terreno sconosciuto.

Cosa vuol dire stagionalità? Cosa intendiamo con freddo/caldo.

Beh, questa mia pillola non vuole essere una lezione sul tema e va detto che sul web se si cerca le parole chiave ci sono molti contenuti.

Il mio intento è piuttosto mettere in evidenza l’esistenza di questa figura professionale e la sua consistenza.

Spesso nell’immaginario comune viene associata a qualcosa si frivolo, leggero…in fondo si parla di moda, spettacolo.

Ma la verità è che non si diventa Consulenti di Immagine dall’oggi al domani.

C’è bisogno di formazione, studio, competenze specifiche e esperienza.

Essere Consulente di Immagine vuol dire avere a che fare tutti i giorni con del capitale umano e dunque non si può non prescindere dalla serietà e professionalità con cui ci si relazione con questa eterogeneità di individui.

Concludo evidenziando che la Consulenza di Immagine non ha solo strettamente a che fare con il cambio di look in vista di una serata speciale, di una cerimonia, di un evento…le situazioni più tipiche alle quali viene associato questo lavoro.

Chi si rivolge a noi spesso vuole rispondere a esigenze più profonde di cambiamento che non si riferiscono solo all’aspetto esteriore ma a una volontà di evolvere anche interiormente.

Molti partono proprio da look per acquisire una sicurezza e una fiducia in sé stessi che dà la spinta per fare un lavoro molto più intimo.

A scoprire o riscoprire la propria IDENTITA’.

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrivi un commento

il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico. I campi obbligatori sono contrassegnati *