Cinzia Evangelista: l’haute couture ispirata alla tradizione e alle dive hollywoodiane

Poche cose affascinano più di un capo di haute couture.

Sarà perché l’haute couture non è solo moda, non è solo abito, non è solo stoffa: è pura creatività, quella stessa creatività che trasla sogni ed ispirazioni in balze di stoffa pregiata e lussuosi ricami.

Una collezione di haute couture la riconosci subito: è magica.

C’è tanta qualità, spesso richiami a un passato in cui la donne era vestite come regine, un’attenzione eccezionale per i dettagli, una scelta stilistica mai azzardata ma sempre perfettamente elegante.

Se poi l’haute couture è realizzata a mano e secondo tutti i migliori criteri di qualità tipici della produzione Made in Italy, allora si parla di veri e propri capolavori.

Esattamente come quelli che portano la firma della designer Cinzia Evangelista.

Ho scoperto il brand di Cinzia Evangelista mentre andavo a caccia di storie di moda belle da raccontare e sono rimasta letteralmente rapita dai suoi abiti.

Cinzia Evangelista: qualità Made in Italy e ispirazioni retrò per donne divine

Nato nel 2013, il marchio di Cinzia Evangelista si distingue proprio per la tipologia di abiti che realizza: si tratta infatti di una couture sofisticata e raffinata, ispirata all’eleganza, alla femminilità e alla bellezza senza tempo di donne estremamente sensuali come le dive hollywoodiane più amate di sempre.

Abiti che si ispirano alle storiche maison francesi degli anni ’40 e ’50 e che sembrano rubati al guardaroba delle divine Marilyn Monroe, Lana Turner, Marlene Dietrich e tante altre.

Donne che sapevano indossare gli abiti interpretandoli e rendendoli unici, che conoscevano il senso dell’eleganza e della femminilità mai urlata. Quegli stessi principi che ispirano oggi le creazioni di Cinzia Evangelista, creazioni uniche ed esclusive Made in Italy, realizzate con tessuti preziosi e pizzi francesi, applicazioni, ricami gioiello e cristalli Swarovski.

Cinzia Evangelista: capi unici per femme fatale contemporanee

Quella di Cinzia è davvero una moda che guarda all’eccellenza e che mira a vestire una donna principesca e romantica, ma allo stesso tempo moderna e seducente: una femme fatale dei nostri giorni che indossa capolavori sartoriali esclusivi, da sogno, avvolta in nuvole di tulle, pizzi e voile.

I drappeggi sono rigorosamente fatti a mano e i capi sono numerati, in edizione limitata, a sottolineare ancor di più l’eccezionalità di ogni singola creazione.

Non solo abiti: Cinzia Evangelista veste la donna da capo a piedi grazie alle meravigliose collezioni di accessori di guanti, borse e scarpe, tutte caratterizzate da incantevoli dettagli-gioiello che esaltano la bellezza di ogni abito e quella della donna che lo indossa.

Incantata dalle sue creazioni, ho voluto intervistarla per farmi raccontare i dettagli del suo lavoro e delle sue creazioni, ma anche come riesca a portare avanti la creazione made in italy artigianale in un paese in cui purtroppo molti stanno cedendo alle  logiche della globalizzazione.

Cosa pensa del sistema moda Italia?

La moda italiana è un’eccellenza mondiale, la più forte e solida. E’ una lunga tradizione che abbiamo nel nostro dna. Siamo i più bravi anche se spesso non sappiamo valorizzarla e incentivarla: dovremmo fare molto di più per questo e combattere la contraffazione dilagante,  attuando delle regole rigide per chi ci fa perdere valore. E avere più voglia di migliorare, vedo troppa pigrizia.

L’Italia e quindi le firme italiane – anche del mondo della pelletteria, hanno ancora un peso a livello internazionale?

Certo, siamo leader nella creazione e produzione anche nel settore della pelletteria,  di eccellente qualità. Credo che sarà sempre così. Non dimentichiamo il fatto che tutti i brand internazionali fanno realizzare i loro prodotti qui da noi in Italia. La nostra bravura è indiscussa.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

Si, senza dubbio.  La moda non morirà mai. Non esiste un mondo senza moda!

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

Spesso ci sono richiami al passato e mix assordanti dappertutto, ma ci sono anche tanti designer di ogni parte del mondo con idee forti e innovative.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

Personalmente non ho mai creato pensando esclusivamente al business, a quanto venderò o non venderò… Ed è molto riduttivo e triste per un designer pensare solo alla logica dei numeri. La creatività si uccide se si pensa a questo. Essere un designer è prima di tutto una questione di passione e sensibilità. A mio parere chi pensa solo ai numeri non è un vero designer, non ha creatività. Non mi piacerebbe proprio essere costretta da qualcuno a creare in base a regole assurde, non fa parte di me. Contano le idee, non i numeri.

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret à porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibilità di scelta?

L’haute couture autentica, fatta di eccellenza artigianale, sapienza,  creatività pura, pazienza, non morirà mai. Oggi più che mai c’è bisogno di questa bellezza, di sogni e magia. Le donne ne hanno bisogno.

E l’artigianalità?

Certo, proprio quello che dicevo prima. La nostra sapienza artigianale non morirà mai e sarà sempre avanti sul resto. Penso ai nostri artigiani, maestri assoluti di bravura, gusto, eccellenza. Pronti ed attenti ad insegnare alle nuove generazioni la loro arte.

Cosa è il lusso oggi?

Ho amato tanto questa parola fin da bambina. Per me il lusso è semplicemente l’eccellenza, l’esclusività e la qualità del ben fatto che dura nel tempo, l’attenzione al dettaglio;  ma è anche uno stile di vita, un’emozione. Qualcosa di studiato e progettato a fondo. Oggi forse facciamo un po’ di confusione identificando  il lusso con  l’apparenza, con il far credere quello che non si è.

Come ritagliarsi un proprio spazio? Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

Credo che il modo per ritagliarsi un proprio spazio sia quello di portare avanti le proprie idee con convinzione e fermezza, amando tutti i giorni quello che si fa, cercando sempre di migliorare e non farsi influenzare da ciò che si vede. La cosa che conta per essere diversi e unici ed essere conosciuti e riconosciuti è senza dubbio la propria identità forte, unica, che dobbiamo tirare fuori ed esprimere. Personalmente, ho sempre cercato di portare avanti le mie idee e convinzioni, lo stile personale che ho dentro . Non potrei mai creare qualcosa che non sento ‘’mio’’.

Cosa offre di unico il suo brand?

Il mio brand offre un sogno fatto di unicità, eccellenza artigianale, pura bellezza, altissima qualità Made in Italy.

Quale è il principio cui si ispira?

Il principio cui mi ispiro da sempre è l’idea che la donna è una creatura meravigliosa che merita l’eccellenza esclusiva di creazioni stupende per renderla ancora più bella; ma anche la ferma convinzione della qualità unica del Made in Italy da preservare e portare sempre avanti nel tempo.

Quale è il suo target?

Il mio brand si rivolge ad una clientela esclusiva, ad  una donna concepita come una regina o una  principessa,  o una star da red carpet:  una donna che vuole semplicemente sentirsi speciale con creazioni esclusive.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Penso che oggi ci siano tante tipologie di consumatori. Mi vengono in mente quelli informati e attenti che amano e vogliono la qualità, l’eccellenza, il custom made personalizzato; quelli che cercano il pezzo particolare pur tenendo conto del budget non necessariamente esagerato; quelli che affollano le grandi catene del fast fashion; quelli che comprano on line e cercano l’occasione… quelli totalmente disinteressati e disinformati…: ognuno è libero di soddisfare le proprie esigenze…  Oggi c’è libertà e ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, nel bene e nel male.

Aneddoti da raccontare?

La frase che la mia maestra della prima elementare disse a mia madre durante il primo colloquio a scuola: ‘’sua figlia ama il bello’’…noi italiani l’abbiamo nel sangue.

E per il futuro? Dove sarà il suo brand?

Mi impegno ogni giorno per farlo crescere e conoscere  in Italia e all’ estero.  Vorrei  arrivare a Parigi prima e in tutto il mondo poi. E’ il mio sogno, la mia sfida.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Non ci si improvvisa designer come non ci si improvvisa con nessun altro lavoro. Questo è un mestiere bellissimo, forse il più bello, che ti permette di creare qualsiasi cosa tu abbia in mente. Ma bisogna sentirlo, averlo nel cuore. Senza amore è impossibile. Consiglio prima di tutto di studiare molto, essere curiosi, leggere libri e riviste, informarsi continuamente. Per me non è mai stato un problema, ho sempre considerato tutto questo una cosa naturale da fare. E soprattutto crederci fino in fondo. Con l’impegno, la pazienza e il duro lavoro i risultati arrivano.

 

 

 

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