GUIDA AL CAPPOTTO PERFETTO!

Spesso sottovalutato, il cappotto è invece un capo fondamentale del nostro guardaroba.

Parlando di ‘immagine’, se ci pensate, in inverno è il primo indumento che le persone ci vedono addosso (e non sempre abbiamo la possibilità di svelare cosa c’è sotto!) quindi la scelta di quale indossare è davvero importante se vogliamo raccontare qualcosa di noi e del nostro stile.

Come scegliere quindi il cappotto perfetto?

  1. Deve corrispondere al nostro stile, alla nostra persona (colori e modello) e personalità.
  2. Deve avere alcuni dettagli di tendenza che lo facciamo essere sempre attuale anche nelle stagioni successive
  3. Deve essere di qualità, stiamo parlando di un capo che deve affrontare almeno 2-3 stagioni
  4. Deve soddisfare anche delle esigenze pratiche

Se, come scrivevo prima, il cappotto è il nostro biglietto da visita, deve più che mai essere quello giusto dal punto di vista cromatico!

Quest’anno per esempio uno dei must della stagione è stato il cappotto di cammello (Max Mara). Bellissimo nulla da dire, io lo adoro, MA avendo il sottotono freddo purtroppo ho potuto solo ammirarlo indosso alle amiche dal sottotono caldo. Perfetta invece per le fredde la fantasia pied de poule (altro trend di stagione) nella variante bianco/nero perché se viriamo sul rosso o su altri colori potremmo di nuovo entrare nel mondo della calde. Stessa distinzione va fatta per la stampa animalier: nella tradizionale declinazione leopardo è perfetta per le calde (Givenchy), ma se siete fredde puntate sulla versione zebrato. Per le fredde bello anche il Principe di Galles, come proposto da Fendi, o quadrettato, sempre nell’accostamento bianco/nero o comunque con l’abbinamento di colori freddi, o il gessato.

Parliamo di modelli. Ovviamente in relazione alla nostra fisicità dovremo scegliere il cappotto che più ci valorizza anche quando sotto siamo molto coperte per evitare l’effetto ‘Big Hero’, ovvero quando cuciture sotto stress, i bottoni tirano e si intravedono i punti in cui c’è la stratificazione di più indumenti.

Innanzitutto valutiamo le proporzioni.

Se siamo alte un cappotto lungo ci dona senz’altro. Viceversa se la nostra altezza è intorno al metro e cinquanta meglio una versione tre quarti o una cappa che si appoggia sui fianchi.

Stesso ragionamento va applicato pensando alle spalle o in generale al busto (seno). Reverse ampi per donne con spalle piccole e seno minuto; scollo più discreto per chi ha un seno abbondante e spalle piccoli per spalle importanti e strutturate.

Se avete una corporatura esile possono funzionare molto bene i cappotti dal taglio maschile, quindi molto strutturati sulle spalle e dal taglio dritto. In alternativa (e sempre in linea con il vostro stile) sono molto belli i cappotti a rendigote, a corolla (Dolce & Gabbana) e svasato di ispirazione anni ’50, sempre strutturati sulla parte superiore, ma che si ammorbidirono nella parte inferiore, oppure i classici teddy coat (effetto pelliccia) che danno molto volume.

Per figure più imponenti, con spalle larghe e seno prosperoso, sono molto belli i modelli a vestaglia perché scivolano sulle spalle e danno anche un tocco molto chic e sensuale.  A volte i modelli a vestaglia vengono proposti in maglia anziché tessuto proprio per accentuare ulteriormente la morbidezza con cui il capo si appoggia al corpo.

Per questa tipologia di donne inoltre, puntare sempre su modelli molto semplici, con cuciture lisce, senza impunture, tasche senza pattina o risvolto: sono tutti elementi che creano volume laddove si deve creare pulizia della forma. Anche la cintura è sconsigliata, perfetta invece per chi ha un fisico asciutto o a clessidra perché evidenzia il punto vita, proprio come propone Versace.

Bellissimi i capotti double face come propone Sportmax, con abbinamenti di colori a contrasto – per donne intense e brillanti – o tono su tono – per tipologie di incarnato soft warm.

Un fisico snello sta molto bene anche con cappotto doppiopetto. Quest’anno per esempio è andato molto di moda lo stile militare (Esteban Cortazar),  nella variante doppiopetto o con alamari. La chiusura ha un’unica fila di bottoni la il ricamo crea un effetto doppiopetto proprio per la presenza del ricamo degli alamari. Io le trovo molto stilose, ma certamente indossabili solo da corporature con spalle e seno piccolo.

Anche il montgomery è un capospalla che sta bene alle figure a rettangolo, ma è più indicato per chi ha uno stile casual sportivo.

Ideale per le taglie curvy la tendenza oversize. Il che non significa che ci si debba nascondere in un cappotto di 3 taglie più grandi, ma di optare per un capo della taglia giusta che però ci consente di essere a proprio agio. Anche in questo caso la moda ci viene incontro e quest’anno sono tornati di moda i modelli cocoon di Cristian Dior.

Spendi bene, vesti bene.

Spesso ho evidenziato come lo stile di un individuo si evince anche da piccoli dettagli, come ad esempio l’etichetta che si intravede quando prendiamo in mano il cappotto di chi ci viene a trovare a casa per riporlo sull’attaccapanni.

E non mi riferisco all’etichetta che di racconta in quale negozio sia stato comprato o a quale brand appartiene, ma all’etichetta parlante che ci dice che un capo è in pura lana o puro cachemire o misto lana/seta, etc.

Avrete fatto caso al fatto che oggi in molte catene del fast fashion troviamo cappotti a prezzi davvero accessibili. Belli per styling e fantasie, ma pessimi a mio parere per la qualità dei filati, quasi sempre sintetici.

Si tratta di indumenti che molto probabilmente non resistono per più di una stagione perché si logorano le maniche e i polsini, si fanno i classici pallini, sicuramente dovrete rinforzare i bottoni perché cuciti male e in alcuni casi perdono addirittura il colore se li lavate.

Aggiungiamo che molto probabilmente non tengono nemmeno tanto caldo!

Qui si pone una scelta.

Seguo la moda e cambio cappotto ogni anno o scelgo un capo evergreen di buona fattura e qualità dei filati?

In realtà un compromesso ad ogni modo si trova sempre.

Innanzitutto il cappotto è il classico capo che si compra durante i saldi. Proprio perché si tratta di un pezzo costoso, se fatto bene, vale la pena attendere qualche mese per acquistare qualcosa che durerà nel tempo, soddisfa il nostro gusto e anche esigenza di qualità.

Se poi c’è qualcosa di tendenza a cui proprio non vogliamo rinunciare allora possiamo anche investire pochi euro per un cappotto che nella sostanza ha un valore inferiore, ma nel nostro percepito è estremamente  gratificante perché lo avevamo sempre desiderato.

Io ad esempio ho sempre voluto un cappotto con le piume.

Probabilmente lo metterò due volte perché parliamo di una tendenza davvero stagionale, ma volete mettere quanto mi fa sentire divina?? 🙂

Scrivi un commento

il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico. I campi obbligatori sono contrassegnati *