Outfit Golden Globes 2017: il giallo trionfa

Sapete quanto mi diverto a dare i voti agli outfit delle star? Tantissimo.

E’ un po’ la mia piccola vendetta per non poter solcare il red carpet insieme a loro 😉

Scherzi a parte, i red carpet per chi fa il mio lavoro sono un’occasione speciale per accedere a una galleria privilegiata di profili di donne diverse, per tipologia di forma fisica, colori dell’incarnato e dei capelli, che permette di allenarsi a comprendere quali sono davvero gli outfit giusti.

Oggi tocca alle dive che hanno partecipato al Golden Globes.

Sono sincera. Sono davvero pochi gli abiti che mi hanno entusiasmato.

Fermo restando che sono tutti belli pensando alla preziosità dei tessuti, le firme che li hanno creati, mi viene da fare una riflessione: se è vero che un abito dovrebbe valorizzare una persona per forma e colore non credo siano tanti gli outfit che abbiano centrato questo obiettivo. Anzi la maggior parte ha mortificato alcuni parti del corpo, camuffato malamente piccoli difetti mettendoli piuttosto in primo piano.

Nella mia analisi mi sono resa conto di essere su posizioni assolutamente all’opposto di Harper Baazar che premia gli outfit per quanto sono stati fedeli ai trend modaioli del momento.

Obiettivo della moda dovrebbe essere, sempre e comunque, farti sentire bella e a tuo agio, non costretta in abiti che ti comprimono il seno o la vita con evidente ‘effetto apnea’.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio. Non dirò quali sono i promossi e i bocciati tout court ma provo a spiegare, anche mettendo a confronto alcuni outfit, il perché di alcune affermazioni.

GLI ABITI IN ROSA

Emma Stone in Valentino Haute Couture è stata una delle più ammirate, ma personalmente, pur trovando l’abito molto particolare, ritengo non la valorizzi. La tonalità scelta muore letteralmente sulla sua pelle, già molto chiara. Il rosa è un colore che va utilizzato con le pinze e non è per tutti. Altro esempio di abito in rosa che non si amalgama con i colori della persona è quello di Claire Foy in Erdem; anzi, in questo caso la luce delle paillettes che riflette sulla pelle mette ancora più in risalto la pelle chiarissima. Trovo tutto sommato azzeccato invece l’abito indossato da Gwendoline Christie, il rosa è talmente pallido che si fonde perfettamente con la sua pelle e colore dei capelli. Bello il contrasto del rosa sulla pelle di Naomi Campbell in Atelier Versace. Ah, il rosa poi non va bene per tutte le età… Connie Britton in Georges Hobeika sarebbe stata meglio con un colore più deciso.

 

IL GIALLO

Un applauso alle attrici che hanno scelto il giallo, un colore non facile, per questa passerella. Prima fra tutte Natalie Portman che sfoggia un Prada vintage che ben asseconda le linee della sua gravidanza.

Bello anche l’abito di Viola Davis in Michael Kors, il giallo sulla sua pelle è WOW! Crea un contrasto perfetto.

Altrettanto perfetto è il giallo dell’abito di Reese Witherspoon in Atelier Versace, assolutamente in sintonia con i suoi colori naturali.

Il GLITTER

Partiamo dall’assunto che c’è a chi sta bene e a chi no. E aggiungiamo che, in ogni caso, anche chi lo porta con disinvoltura, perchè parte del proprio stile, dovrebbe ‘dosarlo’. Ne faccio una questione di forme e colori, ma anche di età.

Facciamo gli esempi del caso. Nicole Kidman ha sfilato con un abito di Alexander McQueen. Bello, nulla da dire. E bella lei. Tuttavia non lo trovo appropriato. Troppo argento, troppa luce per una pelle già così chiara. Troppa nudità su spalle e petto, soprattutto se messi a in relazione agli sbuffi dei guanti che richiamano il fondo dell’abito: non li trovo consoni alla ormai signora cinquantenne. Non che voglia le cinquantenni noiose e imbruttite, ma in passato la Kidman ha scelto outfit che la valorizzavano di più pur essendo molto giovanili. Qui è l’insieme ad essere sbagliato rispetto alla donna e ai suoi colori. My two cents.

Coerente con fisicità e colori invece Sofia Vergara in Zuhair Murad e Priyanka Chopra in Ralph Lauren.
Restando in tema glitter metto a confronto altri due outfit, Amy Adams in Tom Ford e Regina King.

Una rossa come la Adams dovrebbe mettere da parte il nero, per quanto l’abito sia fantastico. Lo stesso modello in un colore più vicino alla sua palette, le sarebbe stato meglio. Mi viene in mente il verde ad esempio. Su Regina King invece l’argento offre un contrasto eccezionale.

SENI MORTIFICATI O ECCESSIVAMENTE VALORIZZATI

Una delle cose che più mi ha colpito è la quantità di abiti che su figure con un seno piccolo, anziché valorizzarlo, lo mortificano avvolgendolo in coppe strutturate e mettendo ancora di più in risalto la sua esiguità (Naomie Harris in Armani Prive, Michelle Williams in Louis Vuitton, Anna Kendrick in Vionnet, Hailee Steinfeld in Vera Wang). Anche l’outfit di Jessica Biel in Elie Saab, seppur particolare nelle linee, a mio parere non le dona. Anzi la nudità della parte superiore mette ancora più in risalto delle spalle importanti e delle braccia uno ossute. Le avrei fatto mettere qualcosa che potesse creare dei volumi più morbidi.

Viceversa ci sono capi che avvolgono un seno prosperoso con volant, rouge, drappi e profonde scollature dando ancora più importanza a un’area che invece richiede forme semplici e lineari; praticamente l’opposto di quello che insegnano a ogni Corso di Analisi della Figura! Mi riferisco agli abiti di Chrissy Teigen in Marchesa, Jessica Chastain in Prada, Anna Chlumsky.

LE BRACCIA

Altro punto debole per molte donne sono le braccia. Un po’ rilassate, cicciottelle.
Qui ci sono diversi trucchi per minimizzare il difetto, ma non sono stati seguiti alla regola per alcuni abiti proposti al Golden Globes.

La mantellina di Angela Bassett è proprio un pugno nell’occhio. Bello il colore dell’abito, ma brutta questa soluzione evidentemente studiata per nascondere un po’ le braccia.

Stessa storia per l’abito di Drew Barrymore in Monique Lhullier. Piacevole, ma le alette laterali sembrano squame di un pesce…forse voleva sembrare una sirena 😉

PARTICOLARI MA CON INTELLIGENZA

Voto massimo ad alcuni capi che a mio parere si sono distinti per l’originalità dei modelli; si tratta sempre di rivisitazioni, ma emerge la voglia di osare con tagli e colori che nell’insieme offrono un buon risultato e, soprattutto, ben si armonizzano con la donna che li indossa. Tra questi Janelle Monáe in Armani Privé, Caitriona Balf in Delpozo, Olivia Culpo in Zuhair Murad, Riley Keough in Chanel Haute, Evan Rachel Wood in custom Altuzarra, Blake Lively in custom Atelier Versace.

Chi ha osato troppo invece ha ottenuto l’effetto contrario. Gli outfit di Kerry Washington in Dolce & Gabbana e Sophie Turner in Louis Vuitton non provocano stupore, ma una smorfia.

Sara Jessica Parker sembra uscita dal set del film Sex and the City e pare che indossi uno dei suoi favolosi abiti da sposa…meglio riuscito l’esperimento in bianco di Gillian Anderson in Jenny Packham.

L’ELEGANZA NON VA MAI FUORI MODA

Ci sono poi abiti che al di là delle mode, dei modelli, dei colori del momento, sembrano cuciti addosso alla persona e sono perfetti in tutto, nelle linee, nei colori. Dei classici che, stagione dopo stagione, conservano il loro valore estetico.

Su questa passerella per me sono le creazioni indossate da Julia Louis-Dreyfus, Zoe Saldana in Gucci, Felicity Huffman.

GLI ANONIMI

Ma Monica Bellucci e Sienna Miller erano davvero al Golden Globes? I loro abiti sono anonimi, non hanno una personalità. Non sembra nemmeno che siano a una serata di gala.

E voi quale abito avreste scelto?

E soprattutto vi affidereste al vostro impulso o a una sapiente conoscenza della vostra fisicità e della vostra palette di colori?

Se avete dubbi sapete dove trovarmi! 🙂

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