Moda Curvy: dalle pin up ai giorni nostri. Ecco come vestirsi

I canoni della bellezza femminile non sono sempre stati quelli a cui siamo abituati ai giorni nostri.

Ogni epoca ha avuto un suo ideale di donna e ogni periodo ha dettato le sue regole in fatto di fisicità femminile rispondendo molto spesso a criteri estetici, ma anche a situazioni sociali, storiche ed economiche.

Se oggi c’è molta più libertà per quanto riguarda il modo in cui la moda e l’arte interpretano il corpo femminile, un tempo la donna per essere specchio dei suoi tempi doveva rispondere a determinate caratteristiche fisiche.

Oggi va molto la donna sportiva, atletica, snella ma con le curve al posto giusto e qualche chilo di troppo, nella vita di tutti i giorni, non viene visto come qualcosa di “fuori moda”, anzi: quando è vissuto con serenità e consapevolezza della propria fisicità, quando una donna si sente bene nel proprio corpo, è una grande conquista.

Certo la moda a cui siamo abituati, specie quella che vediamo sulle passerelle, continua a propinarci un’ideale estetico che è più vicino all’ossessione per la magrezza piuttosto che al benessere interiore ed esteriore.

Per fortuna però nel 2017 vige molto più buonsenso rispetto ad una volta e le donne hanno imparato ad accettarsi anche un po’ più formose perché alla fine, ciò che conta, è sempre sentirsi bene con se stesse e non per forza rispecchiare dei canoni estetici che non ci appartengono.

Questa maggiore accettazione sicuramente è stata favorita anche dai media e dai brand che hanno iniziato a porre più attenzione alla cosiddetta moda curvy, permettendo alle donne più formose di essere alla moda esattamente come il popolo delle “magre”.

Basti pensare a marchi come gli americani Modcloth, Rum&Coke, Rent the Runway e One Stop Plus, ma anche Elena Mirò, Marina Rinaldi, Fiorella Rubino, Persona. Anche i brand lowcost come Asos, OVS e H&M si sono adeguati, senza pensare che stanno nascendo tantissimi brand emergenti come i danesi Carma Koma, dedicati proprio ai look curvy-friendly.

Nel 2017 ormai la donna curvy è un vera e propria protagonista del settore fashion, così come di quello beauty, con prodotti e capi studiati appositamente per far risaltare le forme nel modo corretto enfatizzandone la bellezza.

Ma dove nasce l’ideale di donna curvy?

Sicuramente non è un “prodotto” dei giorni nostri, anzi in passato la donna dalle forme abbondanti e dalle curve generose era un vero e proprio simbolo della femminilità.

Nell’antichità la figura della donna dalle forme generose era sinonimo di vita, di fertilità, di abbondanza: basti pensare alla celebre Venere di Willendorf, simbolo di fortuna e prosperità.

Anche nell’arte la donna curvy ha sempre trovato grande riscontro, perlomeno in artisti come Rubens, Tamara de Lempicka e Klimt.

E’ il ‘900 però il secolo che ha segnato il vero trionfo della bellezza curvy: forse anche per rispondere alle ristrettezze imposte dalle grandi guerre, la figura femminile del post guerra è stata, perlomeno per tutti gli anni ’50, una donna alla Sophia Loren e alla Marilyn Monroe, grandi simboli di bellezza e sensualità.

Le donne degli anni ’50 erano donne dalle forme burrose e iper femminili, tipico esempio del benessere economico e sociale ritrovato dopo la seconda guerra mondiale. Le famose pin up degli anni della guerra che comparivano sulle riviste americane durante il conflitto, vestite in abiti succinti e in pose ammiccanti, davano sferzate di ottimismo ai soldati al fronte e continuarono ad essere considerate dei sex symbol per parecchio tempo.

Il termine maggiorata invece nasce proprio negli anni ’50 come aggettivo per definire attrici belle e dalle curve generose come Sofia Loren, Silvana Pampanini, Lucia Bosè e altre bellezze dell’epoca che facevano sognare tutti gli uomini.

Negli anni ’60 continua il successo delle curvy, ma parallelamente nasce anche il fenomeno delle donne grissino ispirate alla modella Twiggy.

Da lì in poi, per tutti gli anni ’70 e ’80, il modello della donna dalle forme abbondanti verrà messo da parte in favore di un’estetica molto più androgina: negli anni ’70, per via del periodo storico/sociale caratterizzato dalle lotte per l’emancipazione femminile; negli anni ’80 per l’insediamento sempre più massiccio delle donne nel mondo del lavoro a ricoprire ruoli fino ad allora riservati agli uomini.

E’ negli anni ’90 che tornano le forme in passerella grazie a modelle come Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Linda Evangelista…Donne belle, snelle ma con le forme e non più extra slim come nei decenni precedenti.

Nel 2000 poi si arriva alla consacrazione della donna curvy, anno dopo anno sempre di più, con i brand e gli stilisti sempre più attenti a questa categoria di donne, portatrici molto spesso anche di messaggi importanti a livello sociale nella lotta a disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia.

Oggi le curvy, le ex “taglie forti” come venivano chiamate qualche anno fa, sono davvero protagoniste del mondo della moda, della musica, del cinema, dello spettacolo…Niente taglie 38, fianchi abbondanti, gambe ben tornite, seno generoso e spesso visi bellissimi, le curvy della nuova generazione spopolano in ogni settore perché le donne normali si riconoscono e si immedesimano.

Basti pensare a vere e proprie icone curvy come Kim Kardashian, ma anche Adele, Beyoncè, Beth Ditto e top mondiali come Tara Lynn, Robyn Lawley, Jennie Runk, Candice Huffine, Alessandra Garcia, Lizzie Miller e Katy Hansz (tutte rigorosamente curvy) che sono la dimostrazione che per essere belle e sensuali non bisogna per forza stare a dieta perenne.

Emblematico poi l’esempio di Melissa McCarthy che quando in occasione degli Oscar non ha trovato nessuna granfe firma che volesse vestirla decise di aprire una sua maison, dedicata appunto alle donne che vogliono sfoggiare le proprie rotondità senza avere limiti nell’abbigliamento.

Come si deve vestire una donna curvy?

Uno degli sbagli che spesso viene fatto da una donna dalle forme abbondanti è quello di volerle nascondere, magari vestendosi sempre e solo di nero.

Nulla di più sbagliato. Le forme non vanno penalizzate, bensì messe in evidenza con garbo e gusto, cercando di individuare un proprio stile che coniughi estetica, comodità e ovviamente, nasconda i punti deboli.

Insomma una moda un po’ furba che giochi con le proporzioni, i colori e le stampe.

Vediamo insieme qualche esempio.

Solitamente ogni donna curvy ha i suoi “punti deboli” e i suoi punti di forza: ad esempio un seno abbondante, dei fianchi un po’ accentuati, delle gambe non particolarmente snelle o delle braccia poco toniche. Qual è il trucco?

Usare linee di abiti scivolati, non larghi, morbide, non informi, cercando di assecondare le linee del corpo senza segnarle o strizzarle.

Ad esempio il classico tubino nero, se tira sui fianchi o sul seno, può essere sostituito da una longuette morbida e da
un top nella stessa nuance o anche in un colore chiaro, ma magari in un tessuto morbido come la seta, oppure in chiffon e con qualche rouches che mascheri un seno non perfetto (da evitare se invece è abbondante perché regala otticamente una taglia in più).

Anche i pantaloni o le gonne, non vanno scelti troppo ampi, ma morbidi abbastanza da seguire la linea del corpo senza aggiungere volume in più.

Per lo stesso motivo i tessuti che donano di più alle donne curvy sono quelli morbidi e scivolati, non stretch, non sintetici e che non segnano.

Le linee degli abiti devono essere a sottoveste, a tunica, anche a sirena se si desidera sentirsi sensuali, ma mai in stile impero o di linea ad A che allargano otticamente parte alta e parte bassa del corpo. Meno che mai la linea ad uovo (né per abiti, né per i cappotti).

I pantaloni migliori saranno quelli a sigaretta o palazzo, niente leggings e jeggings se le gambe sono il vostro punto debole, meglio dei pantaloni di taglio maschile.

Le gonne perfette saranno pencilskirt e gonne a ruota sotto al ginocchio, ma anche gonne lunghe con spacchi laterali che slanciano.

Top e camicie sbracciate meglio lasciarle da parte se le braccia non sono troppo toniche, al loro posto si possono indossare camicie con le maniche rimboccate o con minuscole maniche ad aletta che regalano spalle più definite.

Mai esagerare con le scollature, anche se si ha un bel seno: uno scollo a cuore o tondo,ma moderato, andrà bene per essere femminili; uno  scollo squadrato sarà perfetto per ingentilire un seno molto abbondante; uno scollo a V per “snellirlo”, ma mai esagerare per non sembrare volgari.

Attenzione ai colori: la donna curvy può indossare qualsiasi colore, ma vanno abbinati bene e scelti con furbizia. Sì ai colori scuri per la parte del corpo che ha necessità di essere “snellita”, ok ai colori accesi per gli accessori, ok alle stampe (ma sempre micro) e soprattutto niente righe orizzontali, mai.

Anche gli accessori hanno la loro importanza: meglio una borsa maxi che una mini (è una questione di proporzioni); sì ai tacchi alti che slanciano, anche importanti per sostenere meglio la figura, ma no alle zeppe che rendono le gambe ancora più “pesanti”.

Infine un bel sorriso: l’accessorio di cui qualsiasi donna – curvy o meno – non dovrebbe mai fare a meno.

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