La moda nascosta

Manuba: il lusso artigianale sposa la versatilità del denim

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Molto probabilmente uno degli obiettivi più complessi da raggiungere, quando si parla del mercato della moda, è coniugare la qualità con la versatilità, cercando allo stesso tempo di creare qualcosa di davvero originale.

Spesso sono la ricerca e il mix&match di materiali e dettagli a fare la differenza, specie quando si parla di accessori e, in particolare, di borse.

Manuba è un brand che, in questo senso, mi ha stupita molto: è riuscito infatti nellManuba-lusso-artigianale-2a complicata missione di unire un tessuto casual e versatile come il denim ad un design ricercato e di altissima qualità, frutto di uno stile inconfondibilmente Made in Italy che punta all’artigianalità come elemento differenziante.

Da questo inedito connubio nascono le borse Manuba, un prodotto di lusso accessibile, frutto della ricerca e della sperimentazione delle sue creatrici, Emanuela e Valentina.

Manuba: la nuova generazione di borse che viaggiano sul filo della creatività

A dar vita a Manuba dunque, sono due donne, Emanuela e Valentina, unite dalla passione per la moda, per il design, per l’artigianalità Made in Italy e per i contrasti.

Proprio dall’unione di questi contrasti nascono le borse Manuba: per realizzare questo progetto, Emanuela e Valentina hanno lavorato fianco a fianco, partendo poi per un lungo viaggio che le ha portate in giro per l’Italia alla ricerca di laboratori, artigiani e collaboratori.

Un Made in Italy. quello di Manuba, che fa proprio del lavoro artigianale, della qualità e dell’attenzione verso i dettagli, il suo punto di forza, unitamente alla ricerca dell’armonia tra forme, colori e materiali.

Ma in realtà Manuba è nato quasi per caso, come raccontano le sue creatrici, sull’onda di un impulso emozionale e di un acquisto sperimentatore.

Manuba: il denim protagonista di borse di lusso

E’ proprio dall’acquisto imprevisto di alcuni tessuti pregiati, senza avere ancora in mente cosa farne, che nasce l’idea alla base di Manuba. Questi tessuti, poi accostati al più casual e portabile denim, diventano però ben presto l’anima stessa del brand.

Le creatrici di Manuba rovesciano così le consuete prospettive e, anziché puntare alla pelle, decidono di realizzare borse in materiali pregiati, tipici del mondo dell’arredamento, accostandoli proprio al denim. Le loro borse vengono poi cucite nelle botteghe di artigiani italiani, da persone esperte, che si servono essenzialmente dell’abilità delle proprie mani, realizzando ogni singolo pezzo dall’inizio alla fine utilizzando tecniche tramandate di generazione in generazione, unitamente a strumenti di alta tecnologia contemporanea.

Un’artigianalità dunque che sta riprendendo sempre più piede nel nostro Paese: per questo ho deciso di incontrare le fondatrici di Manuba e rivolgere loro alcune domande.

Cosa pensate del sistema moda Italia?

Non conosciamo tutti i meccanismi di questo complessissimo sistema, siamo ancora una start up, per noi c’è ancora molto da scoprire, per il momento restiamo concentrate sul prodotto.

L’Italia quindi le firme italiane hanno ancora un peso a livello internazionale?

I prodotti Made in Italy sono sinonimo di pregevole qualità, così come il prodotto Made in Cina è sinonimo di bassa qualità, questo è un dato di fatto. Il Made in Italy all’estero è molto più considerato e ha un peso maggiore di quanto questo accada in Italia stessa.

Chi produce in Italia, e vuole rivolgersi ad un pubblico internazionale, sa che non deve tradire queste alte aspettative in termini di qualità, creatività e manifattura. Purtroppo l’industria nostrana non è stata capace di proteggere tutto il suo know-how e su questo aspetto, dovremmo riflettere molto.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

La moda, oggi più che un tempo, cavalca o precede un pensiero collettivo, un’onda di tendenze e di specifici gusti diffusi in un determinato periodo. Tutto ciò si riflette in un’infinità di settori, creativi e non. Per uno stilista, così come più in generale per un designer, la sfida è percepire in anticipo queste tendenze e tradurre il tutto in una estetica creativa che incontri i gusti del pubblico di riferimento, sorprendendolo con qualcosa di nuovo ma non completamente estraneo.

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La tendenza moda più che altro è consequenziale a un determinato diffuso gusto estetico, è una delle sue possibili evoluzioni, che possono comprendere anche bruschi cambi di rotta. Indovinare e tradurre con la creatività tutto ciò in un abito, un accessorio o in un‘ oggetto è la sfida più emozionante.

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

Se per originale si intende qualcosa che stupisce, attira l’attenzione e desta il desiderio, questo può essere anche la reinterpretazione di qualcosa del passato. Il giusto equilibrio delle forme e la ricerca di armonia possono permettere di mescolare stili e materiali senza perdere di vista l’eleganza e lo stile.

Potrebbe essere proprio il segno dei nostri tempi, il desiderio e il sogno di un futuro brillante e radioso rimanendo però un po’ aggrappati a quello che di bello c’è stato nella nostra storia, sono le nostre radici, è il nostro passato. È stato fatto tanto, reinterpretare vuol dire saper apprezzare ciò che di bello è stato fatto nel passato, quindi, conoscere, apprezzare, riscoprire e reinventare. Tutto ciò richiede competenza e creatività.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

Dai grandi, ai piccolissimi brand, se si vuole avere la possibilità di continuare a svolgere la propria attività creativa, non si può prescindere da logiche di business, a meno che non si tratti di un’attività di pura ricerca artistica.

La creatività trova spazio anche adeguandosi a logiche di business. Spesso, per le piccole aziende adeguarsi o meglio, assecondare, che non è sottomettersi, serve a far sì che il prodotto sia vendibile. Questo non vuol dire che qualsiasi logica di business, pur che sia business, vada perseguita. Servirebbero sicuramente più regole e più controlli per promuovere una moda sostenibile, che rispetti i diritti di chi ci lavora ad esempio.

Una logica di business non deve essere necessariamente negativa, potrebbe anche voler dire difendere e promulgare valori positivi che la società manifesta di apprezzare. Un valore che fa business e che speriamo ne faccia sempre più, per esempio è l’interesse che desta l’ecosostenibilità, anche nel mondo della moda.

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret a porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibile di scelta?

Pensiamo che ci sia molto spazio in questo periodo per l’artigianalità. Proprio perché tutto ad un certo punto stanca, la eccessiva velocità e le eccessive e continue proposte della moda pret a porter delle grandi firme, hanno risvegliato l’interesse per una moda più artigianale, più lenta, etica e personale.

C’è nell’aria la ricerca di oggetti che abbiano un’anima. Avere un oggetto realizzato in una bottega italiana, dall’inizio alla fine, da un maestro artigiano completamente dedicato, è il vero nuovo lusso.

 

Come ritagliarsi un proprio spazio? Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

Mantenendo fede ai tutti i propri valori e le proprie attitudini, trovare un linguaggio stilistico che si inserisca adeguatamente nel trend del momento in armonia con la propria filosofia.

Per rendere la creatività libera da schemi troppi rigidi e per avere nello stesso tempo una continuità stilistica, si può giocare con la declinazione nel tempo di qualsiasi elemento eletto a prerogativa del brand, sia esso forma, stile o materiale.

Cosa offre di unico il vostro brand?

Unisce il lusso artigianale di una borsa gioiello, con la portabilità disinvolta del denim.Nello stile rispecchia i gusti di un ampio target, dato che il nostro design è il frutto di un progetto che unisce due generazioni, con background, età e esigenze diverse.

Quale è il principio cui si ispira?

La valorizzazione del lavoro creativo e artigianale in tutti i suoi aspetti.

Nella componibilità dei pezzi che realizziamo lasciamo spazio creativo anche a chi acquista,  poi nella manifattura e nella scelta dei materiali. I tessuti infatti, con i loro disegni, texture e lavorazioni in infinite varianti, per le loro prerogative, sono rappresentativi del lavoro creativo anche più dei pellami.

Quale è il vostro target?

Donne contemporanee, di età diverse, anche vegane, donne che vogliono far trasparire la propria personalità restando radicate nel gusto e nella raffinatezza.

Che abbiano una particolare attenzione al dettaglio, all’etica, all’originalità e all’esclusività di ciò che indossano interpretando una femminilità moderna che non rinuncia ad essere glamour anche nel look di tutti i giorni.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Qualità, etica, originalità, esclusività, personalizzazione, manifattura artigianale. Un po’ il contrario di ciò che troviamo in abbondanza.

Aneddoti da raccontare?

Come è nato il nostro progetto insieme, che non nasce come un vero e proprio progetto.

Manuba nasce da un’attrazione assolutamente emozionale verso dei bellissimi tessuti, acquistati d’istinto, senza sapere bene come impiegarli.

Da questi tessuti preziosi hanno preso forma le prime borse e poi i primi prototipi, abbiamo scelto il denim come base per rendere le nostre borse portabili sempre, abbiamo lavorato insieme senza uno scopo ben preciso ma solo per il piacere di realizzare qualcosa di bello. Perché crediamo che a volte lasciare che l’istinto governi le nostre azioni non può che condurre al primo passo verso la realizzazione dei nostri sogni.

E per il futuro? Dove sarà il vostro brand?

Speriamo nelle migliori boutiques nel mondo, ma anche online. Vorremmo lavorare anche in collaborazione con altri designer e artigiani, che potrebbero realizzare con noi alcuni componenti dei nostri modelli componibili contribuendo a divulgare in sinergia il valore della creatività e dell’artigianalità italiana.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la vostra professione?

Seguire le proprie attitudini, essere coerenti con le proprie idee, non scendere a compromessi dettati soltanto da scelte di business ma piuttosto interpretare le richieste del mercato coerentemente con la propria filosofia e il proprio stile, perché niente è facile e, se si crede fortemente in ciò che si fa, con la passione si trova la forza per andare avanti nella realizzazione dei propri obiettivi.

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