Manolo Blahnik: in Mostra a Milano il genio creatore delle scarpe più amate

Difficile non conoscere Manolo Blahnik: dagli amanti della moda, dagli addetti ai lavori, dal mondo degli artigiani della calzatura (e dalle fans di Sex And The City), il solo nome Blahnik evoca una sola immagine: scarpe.

Scarpe meravigliosamente belle, capolavori di architettura da indossare ai nostri piedi come fossero gioielli preziosi, sintesi perfetta di linea, colore, texture, femminilità, unicità.

Perché le scarpe di Manolo Blahnik possono essere definite in tanti modi, ma la loro caratteristiche principale è sicuramente l’unicità: la mano del celebre designer è inconfondibile e non esiste una donna al mondo che non vorrebbe indossare le sue creazioni.

Certo non sono scarpe per tutti: la donna che indossa una creazione di Manolo Blahnik è una donna che sa di stare calzando non solo una scarpa ma una storia, un’ispirazione, una creazione pensata appositamente per farla sentire stupenda.

Quelle del designer sono creazioni estreme per certi versi, certamente non adatte a chi ama le mezze misure: tacchi vertiginosi, lacci, cuciture, dettagli nati appositamente per farsi notare non le rendono adatte a chi ama la comodità o lo stile minimal.

La Manolo di Carrie (lei la scelse in blu)

Le scarpe del designer spagnolo sono fatte per essere protagoniste e una volta indossate danno chi le calza una personalità del tutto nuova.

In realtà pur essendo estremamente conosciuto in tutto il mondo, venerato e amato da reali, rockstar e attrici internazionali, la cosa curiosa è che in un certo senso Manolo Blahnik ha radicato la sua presenza della cultura pop proprio grazie al telefilm di culto dei nostri anni: Sex And The City.

Come non ricordare le meravigliose scarpe che indossavano le protagoniste e tutte le volte in cui Blahnik è stato nominato da Carrie? E’ così che pian piano la sua figura e le sue scarpe si sono insinuate nei sogni delle donne di tutto il mondo diventando delle vere e proprie icone.

Tanto che nel 2007, esattamente dieci anni fa, lo shoes designer è stato persino insignito del titolo di baronetto dalla regina anglosassone per via del suo grande apporto all’industria della moda britannica.

Manolo Blahnik negli anni ha conquistato proprio tutti con i suoi 35mila paia di scarpe, sandali e stiletto ridisegnati, reinventati, remixati per conquistare il cuore delle donne. In una recente intervista, rilasciata proprio in occasione dell’inaugurazione della sua grande retrospettiva a Milano organizzata per omaggiare i suoi 45 anni di carriera, il designer aveva svelato di amare particolarmente i tacchi alti perché “costringono la donna a camminare in un certo modo mettendo in moto tutto il suo charme”.

Organizzata a Palazzo Morando/Costume Moda Immagine di Milano con il titolo “MANOLO BLAHNÍK. The Art of Shoes”, questa splendida mostra è stata organizzata nei minimi dettagli grazie alla collaborazione tra la curatriceCristina Carrillo de Albornoz, il Comune di Milano, la Direzione Musei Storici,Arthemisia Group e, ovviamente, Manolo Blahník.

Conclusasi lo scorso 9 aprile, più che una semplice mostra si è trattato di un vero e proprio viaggio all’interno del magico mondo delle creazioni di questo amatissimo designer: il percorso infatti si snodava in ben 6 sezioni, ciascuna delle quali  dedicata ai principali  temi che hanno da sempre hanno ispirato la carriera di Manolo Blahník e le sue creazioni, per un totale di 212 paia di scarpe e 80 disegni affissi un po’ ovunque come quadri.

Si iniziava dunque da una prima sezione (definita Core) dove erano esposte le calzature dedicate ai personaggi che hanno ispirato o avuto un ruolo importante nella vita del designer e che ovviamente spaziavano dai personaggi storici come Alessandro Magno a quelli più contemporanei quali icone come Brigitte Bardot e Anna Piaggi.

Dalla prima si passava ad una seconda sezione denominata invece “Materiali” perché comprendeva proprio una selezione di calzature in cui Blahnik ha utilizzato dettagli e materiali particolarmente ricercati nella texture e nel colore. Questa era una sezione particolarmente importante perché metteva in luce quello che da sempre può essere considerato uno dei marchi di fabbrica del designer, ovvero l’eccellente attenzione al dettaglio che viene curato in modo quasi maniacale.

Nella terza sezione si trovavano invece le calzature che Blahnik ha realizzato ispirandosi a quelle che sono due tra le sue più grandi passioni, ovvero l’arte e l’architettura da cui spesso il designer ha mutuato la costruzione delle sue magnifiche scarpe.

Nella quarta sezione, definita “Gala” era l’eleganza, ma ancor di più la creatività a farla da padrone: qui si potevano infatti ammirare le sue creazioni più fantasiose e bizzarre realizzate da Blahnik, alcune anche molto celebri al grande pubblico come le scarpe ‘Marie Antoinette’.

Dall’estro alla natura nella sua lussureggiante manifestazione: la quinta sezione era dedicata proprio un altro grande amore di Blahnik che è il mondo botanico, mentre la sesta e ultima sezione racchiudeva le calzature ispirate ai vari Paesi del mondo, dalla Spagna all’Africa, dall’Italia al Giappone. E anche questa sezione era particolarmente interessante perché mostrava lo spirito cosmopolita del designer e il suo eccezionale gusto per il bello declinato però secondo le culture più differenti.

Proprio l’Italia, con i suoi influssi artistici, è stata particolarmente enfatizzata in questa speciale mostra: Manolo Blahnik ha infatti spesso raccontato come molte sue calzature si siano ispirate all’arte barocca, ai capolavori cinematografici della nostra tradizione – uno su tutti Il Gattopardo – ma anche alle nostre ricchezze territoriali.

Ovviamente non si potevano ammirare solo calzature contemporanee alla mostra di Manolo Blahnik, ma anche gli antichi modelli provenienti dalla collezione delle Civiche Raccolte Storiche: in questo continuo parallelismo tra presente e passato, si creava così all’interno della mostra uno speciale percorso cognitivo che conduceva il visitatore in un vero e proprio percorso creativo che ha caratterizzato l’evoluzione della calzatura nel corso di cinque secoli, dal Cinquecento sino ai primi anni del Novecento.

Dopo Milano, città scelta per il profondo legame che ha con il designer che ha spesso realizzato proprio qui le sue calzature, la mostra farà tappa rispettivamente al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, al Museum Kampa di Praga, al Museo Nacionalde Artes Decorativas di Madrid e infine, nella metà del 2018,si concluderà al Bata Shoe Museum di Toronto.

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