Luca Airoldi: la maglieria couture che segue la grande tradizione artigianale

Si parla spesso di Made in Italy e di quanto sia importante preservare e perpetuare questo patrimonio inestimabile all’interno dei confini nazionali e internazionali.

Si parla ancor più spesso di Made in Italy in riferimento a quelli che sono i prodotti dell’eccellenza nostrana: l’arte, il cibo, la moda.

Proprio in riferimento alla moda, il nostro Paese è fortunatamente ricchissimo di designer e artisti che ancora oggi, in un’epoca in cui la globalizzazione e la produzione in serie stanno diventando la normalità, continuano a credere invece fermamente nell’importanza di conservare e tramandare i valori della vera artigianalità.

Ecco allora che in un Paese in cui molte grandi griffe si sono fuse tra loro o sono state acquisite da grandi multinazionali straniere, asiatiche e francesi in primis, rappresentano ancor di più un valore da difendere a tutti i costi coloro che invece continuano a produrre il vero made in italy.

Questo perché chi crede ancora nell’importanza e nel valore dell’handmade e dell’artigianalità, nell’utilizzo di materie prime di qualità e nel rispetto del legame con il proprio territorio, rappresenta proprio il futuro di questo Paese, perché preserva quel legame fondamentale con le nostre tradizioni che non bisogna mai perdere di vista per non perdere la nostra identità artistica.

Luca Airoldi: la maglieria di qualità che parla italiano

Ecco allora che sono sempre felice di incontrare persone come Luca Airoldi, un designer che ha voluto fortemente mantenere il suo legame con l’Italia producendo maglieria di altissima qualità concentrandosi proprio sul’handmade, sull’artigianalità del fatto a mano, sulla produzione attenta e unica, simbolo di una tradizione del Made in Italy da preservare.

La particolarità della storia di questo artista sta anche nella sua provenienza professionale: prima di decidere di seguire la sua passione per la creatività e l’artigianato e lanciare il suo brand di maglieria, Luca Airoldi ha lavorato per 15 anni nel settore finanziario.

Il richiamo di quella che era una grande passione però lo ha portato a decidere di dedicarsi alla moda e, in particolare, al “fatto a mano”.

Luca Airoldi: la passione per l’handmade come punto di partenza per le sue collezioni

Così è partito dalla riscoperta e da un nuovo sviluppo di una tradizione che ha radici antiche e ha dato vita alle sue collezioni Handmadecreate con l’idea di rendere l’arte della lavorazione a maglia un punto di riferimento per la vita quotidiana, attraverso il recupero dell’artigianato tradizionale e la tecnica dell’alta moda e lo sviluppo di un nuovo modo di lavorare con i filati di alto livello.

Ne nascono così creazioni versatili, uniche, esclusive e contemporanee all’interno delle quali passione e esperienza si uniscono per presentare collezioni che si rivolgono ad un pubblico sempre alla ricerca di unicità e qualità 100% italiana.

Diverse le collezioni di Luca Airoldi. Tra queste troviamo:

  • Boccadasse, una collezione leggera e spensierata che si ispira alla città di Genova e ai colori dell’estate, al mare e alle lavorazioni delle reti dei pescatori, alle onde del mare e alle sue coste frastagliate;
  • Contrast, una collezione ispirata ai contrasti tra i diversi filati utilizzati come il bouclè, il cachemire, il lino, l’uncinetto e i filati più grossi, sperimentati in capi unici e particolari;
  • LesCravates, un incursione nel mondo della moda maschile con una selezione di cravatte realizzate a mano in 6 diversi colori, interamente in cashmere e seta, con colori e stampe uniche.

Incuriosita dal mondo artigianale di Luca Airoldi ho voluto rivolgergli alcune domande.

Cosa pensa del sistema moda Italia?

Io credo che il sistema moda in generale, e con esso anche il sistema moda Italia, sia in una fase di ridefinizione della propria identità. Si sta passando da un momento in cui tutto era definito ed omologato ad un momento in cui, complice la crisi internazionale, è necessario ridefinire le strategie a 360 gradi e ogni attore deve provare a differenziarsi.

L’Italia e quindi le firme italiane – anche del mondo della pelletteria. hanno ancora un peso a livello internazionale?

Si, credo proprio che le firme italiane abbiano un peso rilevante a livello internazionale. Sono anche convinto che non sarà facile per le diverse case di moda adattarsi ai cambiamenti richiesti a livello internazionale e che quindi il peso che occuperanno in futuro varierà molto.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

Certamente si, anche se il sistema è molto più integrato. Una volta le tendenze mode erano le prime a svilupparsi e poi, a cascata, si ritrovavano in altri ambiti quali il design e l’arredamento. Oggi le tendenze possono nascere ovunque e spesso la moda si trova a rincorrerle più che a crearle.

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

Oggi si vede di tutto e, soprattutto nelle ultime stagioni, l’originalità si è vista molto di più nel saper creare nuovi mix and match che nel creare davvero qualcosa di originale. Io credo molto nel potere creativo dell’alta moda, ma anche nella capacità delle persone di creare spunti interessanti che poi vengono recepiti dalle passerelle.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

Sono rimaste poche realtà che si possono permettere di lavorare solo sulla creatività. Ormai è il sistema che impone determinate logiche di business dalle quali non è possibile chiamarsi fuori. Questo è sicuramente uno dei fattori che ha portato ad una destabilizzazione del sistema moda e ad una perdita di creatività.

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret a porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibile di scelta?

Io credo che ci sia ancora spazio per l’artigianalità e per il fatto su misura, anche se rimarrà sempre una proposta di nicchia. Del resto, essendo lontana da logiche di mercato, rimane la solo officina creativa vera, per idee che poi scendono nel pap.

E l’artigianalità?

Qualcosa di prezioso da salvaguardare, come a fatto Chanel con l’acquisto e il rilancio degli artigiani legati ai suoi prodotti nella collezione Metiers d’art. Io credo fermamente nel valore delle produzioni artigianali e credo sia un dovere il tramandare la capacità di sviluppare lavorazioni uniche.

Come ritagliarsi un proprio spazio? Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

Per quanto mi riguarda proprio questo: ovvero essere artigianali al 100%. Oggi quasi tutte le case di moda mantengono una parte bassa della produzione con metodi artigianali. Un altro fattore sta nella capacità di entrare a far parte di un sistema prendendone le caratteristiche e facendole proprie in modo da differenziarsi.

LUCA AIROLDI cosa offre di unico?

Luca Airoldi produce collezioni knitwear interamente fatte a mano. Nessun altra casa di moda ha una produzione al 100% artigianale nel campo della maglieria. Inoltre, le nostre collezioni hanno un’offerta completa: non solo maglie, quindi, ma anche pantaloni, gonne e accessori.

Quale è il principio cui si ispira?

Tutto rigorosamente fatto a mano con filati naturali di altissimo livello. Questo è il principio guida.

Quale è il suo target?

Il mio target è formato da donne che ricercano una alta qualità e l’unicità di prodotto. Sono donne che amano i capi che durano nel tempo senza soccombere alle mode. Le mie clienti sono donne di tutte le età, spesso madri e figlie.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Tante cose e spesso contrastanti. Di sicuro i consumatori di oggi sono molto più attenti alla relazione prezzo qualità e meno succubi delle mode passeggere.

Aneddoti da raccontare?

Mi piacerebbe ritrarre l’espressione delle persone che toccano con mano la qualità dei filati che usiamo per la produzione e quella di quando provano una capo diverso dalla solita maglieria. Molte persone sono diffidenti e di primo acchito legano le mie produzioni ai lavori delle nonne…poi si ricredono. Senza nulla togliere al lavoro casalingo, noi produciamo una maglieria molto simile alla Haute Couture che sperimenta molto nella ricerca punti e nelle vestibilità.

E per il futuro? Dove sarà LUCA AIROLDI?

Piano piano stiamo entrando nelle migliori boutique del mondo e vorremmo ampliare la nostra produzione anche in campo maschile.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Abbiate tanta passione, pazienza, dedizione, disciplina e umiltà.

 

 

 

 

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