Letizia Denaro, il lusso del ‘bel gusto’ nella culla del Rinascimento.

Letizia cosa vuoi che ti porti Babbo Natale? Una macchina da cucire!

Se ho intitolato la mia rubrica ‘La moda nascosta’ è perché man mano che scrivo di brand del settore del Made in Italy scopro dei veri tesori.

Un sottobosco di aziende, stilisti, artigiani, appassionati, creativi che animano il tessuto del sistema moda Italia e ne portano avanti l tradizione e la bandiera all’estero.

Sono realtà ovviamente meno note degli  altisonanti brand che sfilano sulle passerelle, ma che esprimono altrettanto valore e qualità tanto che le holding internazionali si avvalgono delle loro produzioni, della manualità dei loro artigiani per impreziosire capi e accessori.

L’Italia poi è fatta di distretti, ciascuno specializzato in una produzione particolare. Abbiamo i ricami e i merletti veneti, i conciatori di pelle toscani, i tessuti pratesi.

Proprio a  Prato,  luogo in cui la tradizione tessile risale al medioevo, ha stabilito la propria azienda Letizia Denaro, direttrice creativa e fashion designer dell’omonimo brand.

Ho avuto modo di ammirare la collezione JEI’S by Letizia Denaro al White Show di Milano e subito sono stata attratta dai tessuti e dai colori dello stand.

Ho voluto conoscere la sua storia che nasce ufficialmente nel 1998 quando Letizia Denaro lancia sul mercato la sua collezione di maglieria donna, che si caratterizza per la sua ampiezza con proposte di maglie,cardigan, twin set, gonne e sciarpe. Ma in realtà le radici sono ancora più lontane. Risalgono infatti all’età di nove anni – quando era ancora in terra siciliana – e le fu regalata la sua prima macchina da cucire.

Seguirono poi  gli anni di studio nelle arti applicate, di design, di sartoria.

Arrivano i riconoscimenti, nel 1989 vince a Firenze il “Premio Nazionale Giovani Stilisti ” quale migliore giovane stilista italiana. E anche le prime collaborazioni con alcune delle più prestigiose case di moda del “Made in Italy”. Nel 1997 accetta la sfida di disegnare e progettare, per una azienda di maglieria italiana, una collezione di maglieria donna. Il successo è talmente sorprendente che la committente vede triplicare in una sola stagione il suo fatturato.

I twin set di Letizia Denaro conquistano il pubblico, inconfondibili per la loro personalità,  stile, qualità.

La vestibilità, l’originalità delle linee e la ricchezza dei ricami fatti a mano e le stampe personalizzate, sono apprezzate da una clientela sempre più vasta ed è così che nasce e si afferma il brand.

Letizia Denaro non è sola in questa avventura. Lo staff è composto da selezionate modelliste, sarte e stiratrici, che contribuiscono al processo ideativo e alla messa a punto dei capi, che è interamente made in Italy, per soddisfare il desiderio della creatrice di offrire un prodotto di eccellenza, nella convinzione che la moda è nei dettagli.

Indossare una maglia Letizia Denaro non è semplice vestire ma voglia di vivere con consapevole piacere il lusso “del bel gusto”.

Le chiedo quindi quale sia il principio cui si ispira e quale la donna cui si rivolge.

La mia proposta si rivolge a una donna senza età, sofisticata e divertente. Amante del bello e quindi disposta anche a investire nella qualità per soddisfare questo desiderio.  Una donna che come me vuole farsi interprete ed espressione della cultura italiana, dello stile unico.  Le donne poi oggi sono  ad un punto di svolta della , della loro storia, e la moda deve accompagnarle in questo passaggio.

La moda oggi quindi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato? Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

La moda svolge ancora un ruolo fondamentale di indirizzo con tendenze che si confrontano con una clientela più consapevole.  E’ un ambito dove si deve lasciare spazio a un’elaborazione continua dove si afferma chi ha una proposta originale, chi non si limita alle strade già percorse.

E’ la creatività il motore indispensabile di ogni progetto di moda che deve comunque raccordarsi alla logica di impresa.

Cosa pensa del sistema moda Italia? L’Italia e quindi le firme italiane hanno ancora un peso a livello internazionale?

Sconta  ritardi sia di strategia che organizzativi. L’Italia e le firme italiane sono ancora un riferimento a livello internazionale anche se sono evidenti le difficoltà  di tenuta delle  posizioni..

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret a porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibile di scelta?

L’ haute couture non é mai stata possibilità di scelta per una clientela vasta, ma rimane laboratorio di ricerca.

E l’artigianalità?

Costituisce il valore aggiunto e nota distintiva per la piccola e media impresa.  Oggi rappresenta il fattore di di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti.

E per il futuro? Dove sarà Letizia Denaro?

Partendo dagli ottimi riscontri all’estero, puntiamo sullo sviluppo sui mercati internazionali, senza trascurare il posizionamento sul mercato interno.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Non escludere a priori di lavoro che possono sembrare, inizialmente, poco gratificanti. Alla fine si riveleranno molto utili. Bisogna perseguire con chiarezza di visione le proprie idee senza farsi condizionare troppo dalle logiche di sistema.

 

 

 

 

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