#iosonociòchevedi: ripartire dai fondamentali, dalle passioni, da te

2017=2+0+1+7=10=1+0=1 ovvero ripartire dai fondamentali

E cosa sono i fondamentali per me?

Seguire il cuore, l’istinto, le passioni e usare la testa per armonizzali. E poi lo studio, la formazione, l’aggiornamento.

“Bisogna muoversi, sentire che si sta realizzando qualcosa con il corpo, non solo con la testa, perché le opere che vengono solo dalla testa non sono un granché” (Austin Kleon)

Nella vita sono sempre stata convinta che solo unendo al  talento, all’attitudine una salda conoscenza si possono avere le basi per realizzare i propri sogni, progetti.

E la conoscenza non è data solo dallo studio, ma anche dalla curiosità che spinge ad addentrarsi sempre in nuovi mondi, affini, tangibili, osmotici con il nostro. La curiosità che porta a captare – come fossimo dei radar  – le giuste intuizioni; a sperimentare, vivere esperienze diverse, a rendere possibile la tua unicità.

Questa sono io.  Costantemente attratta verso il futuro come se ci fosse un filo invisibile che mi tira per proiettarmi in avanti verso nuove scoperte.

Il Rinvio Produttivo

Molte persone nel corso della mia vita – e devo dire soprattutto negli ultimi tempi – hanno puntato l’indice sulla mia poliedricità, sul mio essere attiva su tanti fronti, come se avessi la smania di fare tutto.

Mi hanno definito irrequieta, incalzante, ‘prezzemolina’ nel peggiore dei casi 🙂

Chi afferma questo non mi conosce, non sa che questa è la mia anima, il mio DNA. Se io sto ferma sono persa.

Poliedrico era Ulisse, non a caso un viaggiatore 🙂

Immagino nuove possibilità in ogni istante, anche quando dormo. Sul mio comodino c’è un quaderno dove appunto le mie illuminazioni notturne.

C’è coerenza nel mio dinamismo perché se poi metto tutto in fila, il filo rosso che attraversa ogni pensiero, gesto, azione esiste davvero.

Nulla di ciò che faccio è fatto a caso. Tutto torna e torna come pezzo del puzzle che sta andando finalmente a comporsi. Anche il mio passato da teatrante 🙂

Illuminante per me la lettura di ‘Ruba come un artista’ firmato da Austin Kleon dove si parla di ‘rinvio produttivo‘ sostenendo che è positivo oscillare tra più progetti perché anche quelli che si fa quasi per gioco, “bighellonando – dice lui – passando da una faccenda all’altra, sono proprio la roba buona, dove può nascere la magia”.

Perché dico questo?

Per anni sono stata dipendente e come tale tutta la tua vita, anche quella privata, era scandita dagli orari di ufficio, la classica routine. Lavori per 5 giorni, fine settimana libero. Un film che si ripete settimana dopo settimana.

Io amo rompere gli schemi. amo il guizzo, il twist. Oggi mi chiedo come ho fatto a resistere tanti anni dietro una scrivania.

Quando, ormai diversi anni fa, sono uscita da questa situazione, è stata un’esplosione di gioia.

Certo i primi tempi c’è un po’ di disorientamento. Avere tutto questo tempo libero e non sapere bene come investirlo fa andare un po’ in apnea. Ma con il tempo, dopo più di 20 anni, ho recuperato lo stesso entusiasmo della diciottenne che si affaccia al mondo ed è pronta a conquistarlo.

Io mi sento così.

E’ un percorso lungo, molto intimo e personale, diverso per ciascuno di noi, sofferto in molti casi, ma alla fine è luce.

E io ora voglio brillare.

Il 2017 ho deciso sarà l’anno in cui la mia stella dovrà essere fulgida.

Per chi? Per me ovviamente. Dovrà essere il faro nel cielo della notte che mi guida verso nuove mete e avventure.

‘Immagina, puoi’ recitava una pubblicità di qualche tempo…io sto facendo questo.

Perché io le cose non le sogno soltanto, le faccio accadere. La mia forza di volontà e determinazione sono dei propulsori pazzeschi e se decido che voglio sviluppare un progetto, nel 90% dei casi la barca entra in porto.

“Non buttare via nulla di te stesso; non pretendere di dare alla tua attività uno schema grandioso o una visione unitaria.  Non preoccuparti dell’unità, perché a unificare il tuo lavoro è il fatto che sei stato tu a realizzarlo: un giorno ti volgerai indietro e tutto troverà un senso” (A. K.)

Direte voi, perché ci stai raccontando tutto questo?

In realtà ho iniziato a scrivere per me. E solo alla fine, rileggendo ho pensato che potesse essere interessante condividerlo.

Il 2017 dicevo. Quest’anno compio 43 anni. E dentro di me è maturata la convinzione che questo sia l’anno della svolta professionale. Del salto verso il cielo stellato. Non quello delle stars per intenderci. Il cielo bello, quello che vedi in estate dalla riva del mare o la cima della montagna e che ti fa sentire immensamente piena, immensamente libera, immensamente energica, fiduciosa, positiva verso la vita.

Finalmente a 40 anni ho capito chi sono e cosa voglio davvero. Una nuova consapevolezza che mi dà una carica incredibile.

Goethe diceva ‘siamo formati e plasmati da ciò che amiamo’. E’ proprio così.

Io ho sempre amato la moda, il mondo della cosmesi. Volevo fare questo da grande, non ho potuto seguire questa strada da ragazza, ma ho sempre coltivato le mie passioni e oggi, che sono libera e centrata nelle mie scelte, sono tornate prepotentemente a essere parte della mia vita  e a diventare addirittura il mio lavoro.

“Chi ha due o tre passioni autentiche non deve sentirsi in dovere di scegliere, perché è meglio non liberarsene, conservando tutte quelle che riempiono la vita. Chi ama cose differenti deve semplicemente continuare a dedicarcisi. Lascia che le cose interagiscano tra loro, qualcosa finirà per accadere” (A.K.)

Il 2016 per me è stato l’anno delle scoperte, delle sperimentazioni, dello studio.

Ho partecipato a tanti eventi, conosciuto molte persone, frequentato diversi corsi di formazione e specializzazione. Tutto questo giro di vite è servito per capire cosa portare con me e cosa lasciare per strada. Mi è servito a selezionare e conservare solo il nucleo di ciò che saranno le fondamenta del mio 2017.

Molte persone sono state importantissime, eppure è tempo di salutarle; altre delle meteore che si sono spente, tante sono oggi punti di riferimento imprescindibili. Alcune hanno rappresentato dei pessimi incontri perché si sono rivelate figure negative che mi toglievano energia.

“Tutto il mondo non è che un palcoscenico, dove donne e uomini non sono che attori: hanno le loro uscite ed entrare in scena, e ciascuno nella sua vita recita molte parti” (Shakespeare).

Tutti i corsi che ho seguito hanno riempito il mio bagaglio di conoscenza ma più che altro sono stati funzionali per comprendere davvero cosa mi interessa fare nella vita e cosa no.

Due in particolare i corsi che mi hanno messo davanti al bivio e costretto a scegliere in che direzione andare.

La strada che credevo mia è che si è rivelata sbagliata.

Dopo tanti anni di lavoro nel settore del marketing e della comunicazione quando ho iniziato a lavorare come freelance ho pensato di proseguire su questo indirizzo. Avevo il know how, i contatti. In effetti è stato così che ho mantenuto la famiglia e ancora oggi è, in parte, la fonte dei miei guadagni.

Conscia del mondo che è andato avanti, mentre io ero chiusa in ufficio, ho pensato che dovessi aggiornarmi su tutte le nuove frontiere della comunicazione social e digital. Ho fatto corsi sulla SEO, le Digital PR, workshop organizzati da GOOGLE, il corso The Next SMM di Enrica Crivello. E’ stato quest’ultimo a farmi letteralmente cadere il velo dagli occhi.

Enrica è bravissima e il corso ottimo. Ho imparato molto e potrei lavorare come Social Media Manager se volessi, ma proprio durante l’ultima lezione prima di salutare tutti ho detto “Grazie per questa esperienza, ho capito che non è questo che voglio fare nei prossimi anni”.

Non voglio affannarmi per cercare clienti di cui seguire i profili social, per cui gestire le relazioni con le blogger, per cui sviluppare piani di comunicazione.

Non più almeno.

Ha segnato invece la svolta un corso dedicato alla Consulenza di Immagine.

Lì per lì il corso non mi ha dato lo scossone. L’ho seguito perché proponeva una giornata volta a capire quale fosse lo stile personale, i propri colori, l’approccio individuale alla moda.

Qualcosa però di quella giornata del marzo 2016 è passato. Un piccolo seme che si è depositato dentro di me e che settimana dopo settimana ha iniziato a germogliare.

All’inizio mi sono semplicemente detta, beh…la moda ti piace da sempre. Ti sei presa un diploma come Make Up Artist e come Estetista perché queste erano le tue passioni. Hai aperto un blog su questi argomenti perché ti piace scriverne. E’ normale che questo pezzo del puzzle ti abbia ‘toccato’ sul vivo.

“Non scrivere di cose che si conoscono ma di quelle che si amano” (A.K.)

Un corso che doveva essere un cameo, è diventato l’origine di una profonda riflessione volta a capire quanto il tassello della Consulenza di Immagine potesse diventare parte integrante della mia professionalità.

La risposta dopo molti mesi – e intanto siamo arrivati a ottobre 2016 – è stata: TANTISSIMO.

E così ho iniziato a ragionare su come le due anime potessero convivere: la comunicazione – il mio passato – e la moda – il mio sempre, il mio presente.

La parola chiave è IMMAGINE, il mio futuro.

La  Comunicazione lavora sull’immagine di un brand, di un professionista a partire dai contenuti. La moda, lo styling lavora sull’immagine esteriore della persona, del brand che rappresenta.

Ed ecco qui trovata la formula magica, quella che oggi rappresenta il fulcro della mia attività, della mia mission, dei servizi che offro: dare coerenza a FORMA e SOSTANZA,  a IMMAGINE ESTERIORE e CONTENUTO.

Se fino a ieri mi proponevo come Consulente di Comunicazione, oggi io mi sento Consulente di Immagine e di Comunicazione.

In mezzo, ancora una volta c’è stato lo studio, altri libri, corsi, ect.

“Niente è più prezioso di una raccolta di libri ancora da leggere” (John Waters)

Sì perché io non improvviso mai quando si parla di lavoro. Sento di essere credibile solo se sono forte della conoscenza che unisco all’esperienza di vita e di professionista.

In questo periodo sto lavorando al mio personal branding, al mio nuovo sito, a tutta l’immagine coordinata della mia attività, al pacchetto di servizi da offrire, al target cui proporlo. Sto mettendo le basi per la mia nuova vita professionale.  Sono tornata ai fondamentali, alle mie passioni, per ricominciare.

 “Bisogna cominciare l’opera che si vorrebbe realizzare” (A.K.)

In tutto questo ciò che più mi preme è essere me stessa, autentica. Perché solo così posso arrivare al mio cuore e al cuore del mio interlocutore.

#iosonociòchevedi

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