EBARRITO, un elefante verde firma borse e scarpe eco compatibili

Ti capita un giorno di gironzolare per caso, vedere una borsa in una vetrina e innamorarsene.

A dire il vero a me non capita raramente, tanto meno per caso perché è come se avessi un radar nel cervello e se anche mi trovassi in una città sconosciuta riuscirei a intercettare non solo il negozio più bello, ma anche la borsa più cara al suo interno.

Questo ovviamente vale anche per le scarpe.

E’ così che ho scoperto EBARRITO.

Gironzolavo per i corridoi di una fiera dedicata all’artigianato, al Made in Italy e sono praticamente inciampata in un baule pieno zeppo di borse. Alzo lo sguardo e scopro che di bauli ce ne erano tanti, pieni non solo di borse ma anche di scarpe, cinture. Un intero stand allestito in modo splendido, dove i prodotti proposti dall’azienda erano un tutt’uno con gli oggetti scelti per la loro esposizione e l’odore della pelle si confondeva con quella del legno.

E’ stato l’insieme di sensazioni che ho provato, stimolate dagli odori, i colori, che mi hanno attirato ancora prima di scoprire quali fosse l’origine.

E l’origine è proprio un elefante e il suo barrito, anzi un ‘EBARRITO’ visto che siamo nell’epoca del digitale.

L’elefante è il segno distintivo e logo del Brand, scelto per simboleggiare la forza e l’importanza delle radici familiari e culturali. Sì perché l’azienda nasce proprio in seno a una famiglia, quella di Alessandro La Micela e Gloria, sua compagna, che nel 2009 danno vita a una realtà imprenditoriale la cui filosofia è produrre borse e scarpe in pelle prodotte con materiali e processi eco compatibili.

Alessandro La Micela non è nuovo al settore. inizia infatti la sua carriera come Ceo di accessori moda, ma sono la creatività e l’arte che respira fin da fin da ragazzo, a Palermo, e lo stimolo della famiglia che lo  indirizza al sapere filosofico e al rispetto del lavoro le fondamenta su cui ha costruito la propria professionalità.

Rigore, precisione e cura dei dettagli sono i capisaldi delle collezioni di accessori EBARRITO

Alessandro e Gloria  uniscono le loro vite, integrano le loro origini, i loro retaggi culturali, fondono la loro energia e creatività e decidono si convogliare tutto questo in un progetto che all’inizio era una scommessa. Si trasferiscono vicino a Cremona e creano il loro quartier generale in un casale del ‘700  trasformato in casa e laboratorio dove dividono il loro tempo tra la famiglia e la passione per il lavoro. 

Dal 2014 è entrato a far parte del team Antonio Accurso, Direttore artistico, esperto conoscitore del mondo della moda, del suo mercato e noto per il suo intuito legato alle nuove tendenze e dal tratto inconfondibile.

L’elefante è un animale con una forza eccezionale, salute di ferro, pelle robusta e lunga vita.

Si dice poi che pazienza, intelligenza e memoria straordinaria siano le qualità che trasferisce a chi lo riceve in dono.

Lo stile EBARRITO in qualche modo racchiude tutto questo è ha un tratto talmente originale che risulta immediatamente riconoscibile dal pubblico ed il mercato non solo italiano, ma anche straniero. Ne è un esempio la collezione SS 2017, Bordeline.

La storia del brand mi ha molto incuriosito e ho deciso di saperne di più intervistando Alessandro La Micela.

Quale è il principio cui si ispira?

La ricerca dell’elefantino verde che e’ diventato patchwork di colori per mantenere fede alla sua idea verde.
“Barrito e’ sparito” finché non si e’ ritrovato tempestato di triangolino colorati.

EBARRITO cosa offre di unico?

Le confido un segreto: quello che realmente offriamo e’ una varietà’ random di colori, abbinamenti, stampe, materiali, tale da poter offrire uno spettro cromatico dove ognuno di noi può’ ritrovarsi.

La tecnica del patchwork random e l’uso di scampoli, ritagli e pezze di pellami diversi fanno sì che dal cilindro magico di una collezione EBARRITO escano fuori prodotti talmente diversi tra loro per stile, armonia, follia da poter incontrare il gusto intimo di ognuno di noi.

E’’ il risultato del nostro tentativo di lavorare senza limiti, senza confini, cercando il più’ possibile di non interferire con il caos.

A ogni stagione l’azienda si rinnova per offrire al proprio pubblico accessori sempre originali e al passo con le tendenze. Fedele alla sua filosofia eco compatibile, patchwork e one piece only ogni nostra collezione propone accessori unici come opere d’arte.

Come ritagliarsi un proprio spazio oggi? Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

In un mercato altamente competitivo, non e’ facile senza investimenti né fiducia da parte del sistema bancario riuscire a farsi strada, non esistono ricette assolute, quello che posso dire e’ che sono molteplici i fattori che possono concorrere al successo di un’impresa, primi fra loro sicuramente la tenacia, la determinazione, il coraggio e un pizzico di follia.
Dell’unicità’ e dell’originalità’ noi ne abbiamo fatto una bandiera, i nostri prodotti sono tutti unici, uno diverso dal altro, mai ripetuti in serie, i nostri colori, il coraggio dei nostri abbinamenti, sono i fattori che più’ rendono i nostri prodotti unici conosciuti e riconoscibili.

Cosa pensa del sistema moda Italia?

Nutro profondo rispetto per la qualità’ e la cultura estetica del sistema mod, ed e’ anche grazie al blasone del sistema moda Italia che siamo riusciti a farci strada nel mercato europeo.
Cio’ che invece non accetto di esso e’ la scarsa dinamicità’ del mercato italiano cosa che comporta la mancanza di tempestività’ nel saper rispondere alle sfide che il mercato di oggi ci propone .

L’Italia e quindi le firme italiane anche nel mondo della pelletteria, hanno ancora un peso a livello internazionale?

Sicuramente si, l’Italia e’ sempre vista come esempio nel campo dell’estetica , delle arti , e quindi anche della moda , settore che al giorno d’ oggi si può considerare evoluzione di ciò’ che in passato furono le arti visive. Il rischio e’ che ci si culli di questo punto di partenza elevato e si snobbi la concorrenza internazionale.

La moda oggi può’ definirsi driver di tendenze come e’ accaduto nel passato?

Domanda complessa e, che investe molti aspetti spaziando dalla cultura alla società’. Sinceramente non credo che in Italia questo possa ancora manifestarsi. La moda diventa driver di tendenze solo quando si fa messaggera di contenuti che esulano l’estetica e investono i valori.

Si vede qualcosa di davvero originale o e’ tutto mix and match e richiamo del passato?

Trovo originale solo il nuovo modo di pensare ad un prodotto, la creazione di un nuovo strumento, di un accessorio che interpreta un nuovo bisogno.
Dal punto di vista prettamente estetico sì, credo che sia tutto un melting pot di passato e presente.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto e dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

Credo che l’essere guidati da una holding internazionale non pregiudichi la creatività’, rifuggo l’ idea del piccolo che e’ buono, creativo e coraggioso e la grande azienda che per forza di cose non lo debba essere. D’altronde sono le stesse holding internazionali a spendere budget elevatissimi nella creatività’, nell’inventiva e nelle capacità di designer che possano dare ai loro brand l’ originalità’ necessaria per mantenere i successi ricevuti dal mercato.

E l’artigianalità’?

Parola spesso abusata perché racchiude dentro di se l’aurea magica di un’antica sapienza e dell’handmade in via d’estinzione.
L’artigiano per poter essere ancora centro di economia e cultura di un paese o di una città’ come lo fu in passato deve sapersi evolvere, accettare le sfide della modernità’ senza rinnegare se stesso. Un progetto funziona se viene calato e adattato al suo tempo .
Esistono certo le eccezioni , ma a quel punto si diventa nicchia , rifugio, elitari o concettuali.

Io credo esista una via diversa, una via artigiana anche nel core business della moda.

Qualcuno ci definisce artigiani 2.0 , l’idea non mi dispiace, l’artigianalità’ non può’ vivere solo di antiche formule , ma deve saperle applicare alla modernità’.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Troppe cose, ma noi amiamo i clienti che amano le storie e, ne diventino messaggeri.

Quale è il suo target?

Chiunque tenga fede ai propri desideri, chiunque abbia il coraggio di vestirsi dei propri desideri.

Aneddoti da raccontare?

ebarrito è sparito” è stata la campagna pubblicitaria web utilizzata per l’apertura del punto vendita di Milano,
in cui si invitavano gli utenti ad aiutarci a ritrovare “barrito” il piccolo elefantino verde, che si era perso, poi avvistato e poi ritrovato la sera dell’inaugurazione c/o il nuovo punto vendita.

E per il futuro? Dove sarà EBARRITO?

A casa sua …se non ci siamo già’ 🙂

Più’ seriamente stiamo cercando di consolidare il mercato europeo, dove ancora non siamo omogenei, con Spagna, UK e Scandinavia come  principali obbiettivi , prima di puntare al mercato atlantico .

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Sto ancora aspettando i consigli giusti da chi e’ più’ esperto di me prima di poterne dare.

 

 

 

 

 

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