Ama Pure: la bellezza e la qualità di un accessorio puro e senza tempo

Ci sono brand che credono fortemente nell’importanza della qualità e nell’utilizzo di lavorazioni e materie di prima scelta: Ama Pure è indubbiamente uno di questi.

Come suggerisce il nome, Ama Pure coniuga la purezza dei propri materiali, con la grande tradizione artigianale che dà vita a creazioni Made in Italy di primo livello: non sono molte le aziende che riescono a garantire standard così elevati pur nel rispetto dei rigidi controlli del processo di produzione.

Ama Pure però crede molto nella propria filosofia, che mette la propria l’artigianalità e lo stile al servizio della qualità, senza compromessi industriali.

Per questo il brand è molto amato ed è sinonimo di bellezza e qualità, senza tempo.

Ama Pure ha due anime che lavorano in sinergia per dar vita alle creazioni del brand: si tratta di Luciana Fazio e Gian Marco Tavani.

Luciana ha lavorato a lungo come product manager per grandi brand internazionali e, lavorando molto spesso alla ricerca delle fibre e dei materiali per lo sviluppo delle collezioni, ha acquisito grande conoscenza nel campo tessile.

Nel 2011 decide di lanciare il suo brand AMA PURE perché, non accontentandosi dei materiali normalmente offerti sulla scena moda, decide di andare direttamente in Mongolia e Cina per selezionare il miglior cashmere e la migliore seta direttamente alla fonte.

Gian Marco Tavani invece è il figlio di Luciana, nonché il direttore allo sviluppo di Ama Pure, brand in cui ha creduto e in cui ha voluto mettersi in gioco portando avanti la grande tradizione di famiglia.

Insieme, Luciana e Gian Marco portano avanti la filosofia di stile e di creazione di Ama Pure che punta all’eccellenza.

Ama Pure: i materiali purissimi dei quali innamorarsi

Il nome del brand non è ovviamente casuale: Ama Pure nasce dal desiderio di utilizzare solo materiali purissimi, acquisiti direttamente nel loro Paese di origine, con un’attenzione alla qualità che è uno dei capisaldi del brand.

Materiali del genere non potevano che dar vita a pezzi unici che assicurano l’autenticità ed il piacere di portarli nel tempo, senza compromessi industriali ed unicamente nel rispetto della tradizione artigianale e dell’ambiente che i due fondatori di AMA PURE intendono assicurare.

Non solo i materiali, ma anche il modo in cui vengono trattati o dipinti rispetta gli standard qualitativi più rigorosi: la tintura e la stampa vengono realizzate artigianalmente in Italia, utilizzando pigmenti naturali vegetali, per un maggiore rispetto anche dell’ambiente.

Inoltre ogni creazione firmata Ama Pure è rifinita a mano: una cura per il dettaglio e un rispetto verso il cliente finale che davvero mi ha spinta a voler saperne di più su questo meraviglioso brand.

 Cosa pensa del sistema moda Italia?

È una parte importante dell’industria che va assolutamente supportato a tutti i livelli, dal piccolo laboratorio artigiano che realizza qualità, creatività ed eccellenza della cultura italiana alla grande industria tessile che copre i fabbisogni della nazione. Al momento la nostra burocrazia non facilita la crescita di questo settore, soprattutto in relazione alle concorrenze straniere, anche europee.

L’Italia e quindi le firme italiane hanno ancora un peso a livello internazionale?

Certo che sì, ma soprattutto io direi che il Made in italy ha un suo peso ancora maggiore. «Italians do itbetter, quando vogliamo» è un concetto che esiste ancora e che va salvaguardato. Lo stile italiano delle grandi firme regge ancora contro i trend moda spinti da un buon marketing, che vedo soprattutto all’estero. Fashion blogger e influencer creano un po’ di “confusione”, ma la moda e il lusso italiani sono ancora riconosciuti a livello mondiale.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

L’abito non fa il monaco, ma mai come oggi cerchiamo di definire tutto molto velocemente e per definirci la moda diventa il primo driver. Mai come oggi la moda influenza quasi tutto. Il food per esempio è diventato un’estensione della moda. I codici utilizzati nel fashion vengono ripresi anche in questo ambito: ad esempio, se la moda è colorata, anche il fooddiventa colorato.

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

Credo che la cosa più originale oggi sia la qualità, e cioè riportare nel mondo della moda quelle lavorazioni e quei materiali di cui tutti noi siamo nostalgici. Riprendere dalla tradizione e rifare bene o addirittura meglio sarebbe un vero successo.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

Credo che le logiche di business vincano su politiche basate sui numeri, sulle quantità. Nel settore del lusso prevale la qualità, che sui grandi numeri diventa difficile da controllare e gestire. Se si toglie il «brand» dal costo del prodotto credo ci sia largo margine per lasciare la possibilità alla qualità di entrare sul mercato.

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret a porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibile di scelta?

Assolutamente sì. La haute couture sarà quella che farà la differenza e che è giusto difendere. Senza la credibilità delle prime linee non esisterebbe il prêt à porter.

E l’artigianalità?

Credo che l’artigianalità sia il vero valore aggiunto al giorno d’oggi, un valore che non si deve perdere nel tempo ma va salvaguardato.

Cosa è il lusso oggi?

Oggi il lusso è la qualità. Il lusso è poter scegliere senza guardare il prezzo.

Come ritagliarsi un proprio spazio?

Scegliendo di fare una cosa e farla meglio di tutti. È l’unico modo per poter aver una chance di entrare in competizione con le firme del lusso oggi.

Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

Oggi per essere conosciuti occorre essere presenti nelle boutique luxury multibrand driver della moda per i clienti, oltre che sugli influencer/blogger del target di riferimento a cui si aspira.

Cosa offre di unico il suo brand?

La qualità di un accessorio che noi definiamo senza tempo. Abbiamo deciso di riportare la qualità che tutti possono capire e percepire su un accessorio utile durante tutto l’anno e su tutti gli stili.

Quale è il principio cui si ispira?

Il principio è la tradizione famigliare di fare le cose con cura, con amore e passione, ispirandosi all’arte, alla natura e alle geometrie senza tempo.

Quale è il suo target?

Il nostro target è un pubblico elegante che non ama ostentare ma che ama star bene e dedicarsi o regalare il meglio, una coccola per tutti i giorni o per le occasioni indimenticabili.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Nel nostro settore i consumatori vogliono il miglior prodotto che c’è sul mercato. Non badano al prezzo, se entro certi termini, ma al servizio, al packaging, al servizio post vendita e soprattutto al prodotto.

Aneddoti da raccontare?

Un’esperienza che ricordo con piacere è il viaggio che ho intrapreso con mia madre in Mongolia alla ricerca dei migliori allevamenti per il nostro cashmere pure White. Ricordo che mia madre era tutta incentrata sulla qualità delle materie prime, mentre io continuavo a filmare e fotografare tutto per il nostro Instagram e sito o video story del viaggio.

Due generazioni a confronto, qundi, una incentrata completamente sul prodottoe l’altra sulla comunicazione. Per mia madre è normale che sia così perché lei ha sempre lavorato solo in questo modo, ma noi delle nuove generazioni abbiamo il dovere di imparare con umiltà e non abbandonare quel tipo di lavoro di qualità e mentalità che si aveva una volta.

E per il futuro? Dove sarà il suo brand?

Spero che Ama Pure abbia un altro anno come il 2017, in cui siamo siamo cresciuti fino ad essere presenti da 15 boutique a 70 nelle più belle destinazioni di tutto il mondo, dall’Asia agli Stati Uniti, ed entrando nei keystore d’Europa. Una volta consolidato il valore del nostro cashmere, proporremo alcuni altri accessori sempre di altissima qualità e fattura, ma credo che per mantenere la qualità al top ci si debba concentrare su una cosa e farla al meglio.

Vorrei arrivare a 100 boutique, limitandola nostra presenza a boutique iper selezionate, lavorare con fiducia, migliorare il servizio post vendita, fare poco e farlo bene. La verità sarà quella che pagherà nel futuro. Il mio obiettivo è mantenere il nostro brand come un “gioiellino” al di fuori dalla politiche delle holding internazionali

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Consiglio di avere tanta umiltà, di imparare dalle persone con più esperienza di noi tutto ciò che hanno da offrirci e osservare i risultati, migliorarsi e andare avanti piano piano, con fondamenta solide, come una volta!

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